| I materiali estetici non ceramici a cura di Giordano Tasca |
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Estetica, adesione metallica, classificazione: questi i temi della relazione di Emilio Balbo
e Federico Ronchi al 45° Congresso degli Amici di Brugg |
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L'adesione diretta al substrato metallico
Ci si occupa qui dei materiali e delle tecniche oggi disponibili
per eseguire il rivestimento estetico, non ceramico, di una fusione metallica.
Parecchi anni or sono l’oratore stesso aveva sostenuto, in un’occasione
simile all’attuale, che solo le ritenzioni macromeccaniche mettevano
al riparo da distacchi i rivestimenti in materiale resinoso. Attualmente
invece, grazie ai progressi dell’ingegneria chimica, sono disponibili
leganti in grado di garantire il successo adesivo di questo tipo di materiale
estetico.
La struttura metallica deve essere fusa nella stessa forma che
si realizzerebbe per la ceramizzazione, parimenti rifinita e quindi sottoposta
a sabbiatura della sua superficie con particelle di 50 micrometri.
Il passaggio successivo consiste nella detersione completa, che
si ottiene sottoponendo all’azione degli ultrasuoni la fusione immersa
in etanolo puro. Asciugando la superficie con un getto di aria pulita si
osserva come la detersione l’abbia resa più chiara.
Da questo punto in avanti essa deve essere manipolata solo con
una pinzetta per evitare di ricontaminarla con le mani.
Indi si attua il trattamento di superficie utilizzando un agente
legante: agitato il contenitore, se ne versa qualche goccia in un dish,
quindi lo si stende per mezzo di un pennellino sulla superficie metallica:
il primo passaggio non lascia uno strato visibile (viene assorbito); si
continua fino a quando la superficie non muti visibilmente aspetto (normalmente
bastano 2 o 3 passaggi). (Fig. 1) Si sottopone infine il manufatto a una
fase di riscaldamento, senza vuoto. (Emilio Balbo) |
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Fig. 1
Legante chimico applicato su metà della cappetta |
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Fig. 2
I quattro principali sistemi chimici leganti |
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Si deve differenziare il trattamento superficiale
del substrato in rapporto al tipo di metallo con il quale si vuol stabilire
il legame.
Esiste una serie di sistemi chimici leganti che si possono riassumere
in quattro categorie. La più nota è quella basata sulla molecola
4-META, che ha un ottimo livello di interazione chimica in particolare con
un substrato metallico: la lega Nichel-Cromo. (Fig. 2)
Altri sistemi cercano invece di sfruttare gli ossidi, i quali sono
sempre presenti sulla superficie delle leghe e solo scarsamente presenti
su quelle
ad altissimo titolo d'oro e sull'oro puro. Un sistema utilizza un silano,
che permette di legare l'ossigeno dello strato di ossido che riveste il
materiale metallico. L'interazione del silano con l'ossigeno crea un ossido
di silicio e forma uno strato molecolare di vetro intermedio fra
polimero e metallo. Altre tecniche, che hanno avuto un certo successo, si
basano
sull'acrilizzazione: si tratta di un processo derivato dall'industria automobilistica,
che lo impiega comunemente per far aderire ai substrati metallici
delle autovetture i rivestimenti estetici. Anche in questo caso il legame č diretto
principalmente sugli ossidi ed č formato da metacrilati, che creano l'adesione
tramite un legame esterico.
La tecnologia utilizzata dal sig. Balbo č abbastanza
innovativa; impiega un mercapto-oligo-pex, ovverossia una molecola
polimerica, il PEX, che č stata modificata attraverso
l'introduzione di un gruppo funzionale mercaptanico, ricco di zolfo. Questo č capace
di riconoscere l'ossigeno presente sul metallo stabilendo con esso un legame
covalente estremamente stabile, resistente a fenomeni di idrolisi (che si verificano
facilmente a carico dei legami esterici dell'acrilizzazione) e di invecchiamento
(della silanizzazione, che crea uno strato di vetro fragile). La strategia di
legame, che sfrutta l'ossigeno di superficie del metallo, consente di ottenere
forze di legame di alto livello e simili con i diversi tipi di metallo, sia esso
una lega vile che ad alto titolo aureo, per quest'ultima previa ossidazione in
forno a 500°C (arricchimento dello strato ossidato. (Figg. 3, 4)
Per dare un'idea
di quanto sia tenace il tipo di adesione si tenga presente che
l'equivalente legame chimico ottenuto fra metallo e ceramica č di 14/16 MPa.
(Federico Ronchi) |
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Fig. 3
Valori di adesione di tre sistemi
leganti a quattro leghe |
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Fig. 4
Immagine microscopica dell’intimo legame composito/legante/metallo |
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