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Spunti dalla recente letteratura endodontica a cura di Giordano Tasca
Errori interpretativi delle radiografie
Il fenomeno Mach Band
Nielsen C. J.     J Endod 2001; 11: 687-91

E' nota l’importanza degli esami radiografici in endodonzia come sussidio diagnostico, perciò è utile conoscere possibili fonti di errori nella lettura delle radiografie. Una di queste, comune in endodonzia, è il fenomeno chiamato Mach band (descritto per la prima volta da Mach Ernst nel 1865).
Esso consiste in un’illusione ottica per cui, quando un campo uniformemente scuro incontra uno uniformemente chiaro, sembra che il campo scuro diventi ancora più scuro e il chiaro più chiaro via via che ci si avvicina all’interfaccia, potenziando così la visualizzazione del margine. (Fig. 1)
Fig. 1
“ A” rappresenta l’immagine che ci si aspetterebbe di ricevere
da due campi di diversa luminosità: uno scuro, uno chiaro.
“ B” rappresenta l’illusione Mach band per la quale si percepisce
una linea più scura sul lato scuro e una linea più chiara
sul lato chiaro dell’interfaccia fra i due campi
(da J Endod 2001; 11: 687)
In odontoiatria la forma più comune di Mach band si osserva al confine smalto-dentina nelle superfici prossimali dei denti anteriori, meno frequentemente dei premolari e nelle protuberanze di dentina fra le circostanti aree di smalto delle cuspidi dei premolari inferiori. L’effetto del fenomeno è quello di far apparire radiotrasparente la dentina dove essa si incontra con lo smalto: ciò può portare alla diagnosi di carie.

Oltre all’effetto Mach può simulare la carie un altro fenomeno ottico detto burnout cervicale. Questo è dovuto (Razmus T. The Dental Clinics of North America Vol. 38, 1) alla differente densità delle strutture al colletto del dente dove si incontrano la porzione cervicale della corona ricoperta da smalto e la regione cervicale della radice ricoperta da osso alveolare; inoltre il colletto di molti denti presenta una concavità sulle superfici prossimali che riduce la massa di materiale che i raggi X devono attraversare. Ne risulta un collare scuro nella radiografia dei denti anteriori e una radiotrasparenza triangolare alla giunzione smalto/cemento nei posteriori: se in queste aree sono presenti strutture metalliche (otturazioni o corone) il burnout cervicale è ancora più pronunciato. Alcuni segni radiologici possono aiutare il clinico nel porre una corretta diagnosi in presenza di una radiotrasparenza cervicale prossimale. Nel dente normale la terminazione dello smalto cervicale prossimale è ad angolo acuto, a coltello, di solito si conserva tale nell’abrasione cervicale e nel burnout, mentre può essere ad angolo ottuso nella carie. Il profilo esterno della radice non è visibile nella carie, può mancare o essere presente nell’abrasione cervicale, è presente ma difficile da vedersi nel burnout cervicale. Il contorno della radiotrasparenza nella carie è sfumato verso la polpa e può estendersi lungo la giunzione smalto/dentina; nell’abrasione è ben definito, con le morfologie proprie della lesione; nel burnout cervicale è sfumato e scompare in radiografie eseguite con diversa angolazione orizzontale.

La prevalenza dell’illusione ottica Mach band in radiologia dentale è superiore a quanto si potrebbe immaginare, perché essa spesso serve a evidenziare i margini di strutture anatomiche che altrimenti sarebbero meno pronunciati (es. le strutture nasali apprezzabili in una radiografia apicale degli incisivi).

Esempi nel campo endodontico. 1) L’illusione dell’immagine dello spazio periodontale lungo la linea di sovrapposizione di due radici (si ha anche nella radiografia di un molare estratto): essa può mascherare per es. una lesione ossea sulla radice palatina di un molare superiore (il legamento in realtà non esiste, perché distrutto dalla lesione, ma è visibile lungo l’intersezione con un’altra radice). 2) L’illusione di un vuoto nell’otturazione canalare creata dalla sovrapposizione di due canali riempiti con guttaperca oppure di una linea di frattura verticale all’interfaccia guttaperca/dentina.

La sovrapposizione fra margine della cresta ossea e radice crea un’illusione di linea radiotrasparente che, specie in una situazione di emergenza di pazienti con trauma dentale, può condurre all’errata diagnosi di frattura orizzontale della radice con possibile decisione di estrazione, nella concitazione della situazione. Naturalmente una valutazione meno precipitosa della sola radiografia (osservazione dei denti contigui, conoscenza del fenomeno Mach band) e dell’intero quadro clinico (anamnesi, segni quali il tipo di mobilità dentale e sintomi, ecc.) possono evitare un tale grave errore diagnostico.

E’ nota una tecnica, denominata di mascheramento, che aiuta a riconoscere un effetto Mach: consiste nell’applicare sulla radiografia un cartoncino che copra accuratamente la parte radio-opaca adiacente alla banda radiotrasparente. Se questa scompare molto probabilmente si tratta di effetto Mach.
(Razmus T. The Dental Clinics Of North America Vol. 38, 1).

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