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La nuova frontiera della professione  di Massimo De Sanctis
Su ricerca e aggiornamento si gioca una sfida di credibilità ma con proposte organiche e condivise

La libera professione è stata nel passato dell'odontoiatria parzialmente colpevole dell'immagine distorta che una parte della popolazione ha avuto e continua ad avere dei dentisti, quella cioè di persone dedite ad attività lucrativo-merceologica con poca attinenza sia all'aspetto medico-biologico che a quello deontologico della professione.
Questo, aggiunto all'individualismo connaturato nella nostra professione ed alla scarsa disponibilità alle novità, tendeva a fare dei dentisti, salvo poche eccezioni, delle individualità con bassa propensione alle relazioni scientifiche. E' innegabile che sotto questo profilo in quegli anni hanno giocato un ruolo positivo e determinante, nell'indicare un percorso di professionalità e di aggiornamento, associazioni come gli Amici di Brugg, che all'aspetto più prettamente collegato all'aggiornamento coniugavano anche una grande sensibilità alle relazioni umane, importantissima per creare colleganze ed amicizie.

Oggi la professione è molto cambiata e ancora di più sono cambiate le aspettative che questa genera e le sue problematiche. Credo che i due terreni di sfida per la libera professione siano rappresentati dalla ricerca e dall'aggiornamento continuo.
Per quanto attiene alla ricerca, la capacità scientifica di alcuni colleghi nel tempo si è concretizzata in un ampio corpo di articoli scientifici pubblicati nelle più autorevoli riviste mondiali del nostro settore. Tra questi sono presenti sia studi retrospettivi che più impegnativi studi prospettici . Non possiamo negare, tuttavia, che la ricerca condotta dai colleghi liberi professionisti rappresenti, se non un'eccezione, un fenomeno limitato.

La difficoltà principale che incontra chi si avvicina per la prima volta al lavoro scientifico consiste nell'acquisire una metodologia rigorosa, un "metodo scientifico" appunto, che deve accompagnare il ricercatore in tutto lo svolgimento del lavoro, dalla formulazione dell'ipotesi alla individuazione dei materiali e dei metodi, dalla raccolta dei dati alla loro analisi.
Inoltre la dimensione degli studi professionali nella maggior parte dei casi mal si accorda con i numeri che sono necessari per raggiungere una elevata significatività; ma questo problema può essere superato cooperando con altri gruppi di lavoro e disegnando studi multicentrici articolati in realtà professionali anche molto diverse.

Tuttavia le difficoltà organizzative e la esiguità dimensionale sono solo una parte dei problemi che assillano il professionista che si dedica anche alla ricerca; infatti la mancanza di tutorialità, coordinamento e revisione è caratteristica dell'attività "solitaria" e rappresenta un'altra varietà di problemi potenziali.
Credo che almeno una parte di questi problemi possano venire superati con una certa efficacia solo se le Società scientifiche si faranno carico anche di questa esigenza fondamentale per la professione, il coordinamento e l'indirizzo ed il sostegno dell'attività di ricerca libero-professionale. Sul versante dell'aggiornamento continuo molto è indubbiamente stato fatto, ma occorre essere più incisivi nel rivendicare alla libera professione il diritto di autoregolamentarsi e di gestire i livelli di aggiornamento continuo. Questo non per trovare alibi o scorciatoie al percorso previsto dal legislatore, ma perché la professione - ed essa sola - può esercitare un controllo effettivo ed efficace sulla preparazione dei propri membri; ovviamente questa attività di controllo dovrà essere amministrata dai suoi organi di controllo istituzionali, cioè dagli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri.

Inoltre è essenziale che la proposta di aggiornamento venga condivisa dalla professione e non sia sentita come un'imposizione, ed inoltre che sia proposta in maniera organica e non in modo casuale e insubordinato come avviene adesso.
Le Società scientifiche, anziché rincorrere nelle loro proposte di aggiornamento le infinite sigle che organizzano in maniera ossessiva i corsi più disparati, devono al più presto, attraverso un efficace coordinamento, arrivare a presentare alla professione proposte di aggiornamento non più episodiche e slegate, ma che accompagnino il professionista per raggiungere i crediti "di periodo" necessari e, ancor più rilevante, forniscano un aggiornamento organico ed organizzato per la professione.

Massimo De Sanctis

Archivio storico

La Rivista di Odontoiatria