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Auguri professore
Il 2 dicembre Luigi Castagnola, Presidente onorario degli Amici di Brugg, compie ottantacinque anni. L'Amico di sempre, Alessandro Canton, ne tratteggia in questa intervista l'eccezionale personalità umana e professionale
di Alessandro Canton
Giunto all'ottantacinquesimo compleanno oso chiederti: è serena la tua vita, dopo un'esistenza operosa e contrassegnata da molte attività?
Sto vivendo un'esistenza serena. Se poi prendo in esame tutto l'arco della mia esistenza, mi considero un uomo fortunato. Se avessi potuto scegliere, non avrei scelto genitori migliori. Io crebbi in un ambiente dove lo studio era considerato un punto di partenza. Mia madre fu, agli inizi del 1900, la prima donna del Canton Ticino insegnante di lingua francese nelle scuole secondarie, mio padre fu per lungo tempo cassiere e contabile della città di Lugano e conosceva bene il tedesco.
I miei genitori mi avviarono agli studi, consapevoli che avrei dovuto fare sacrifici, a cominciare dagli inizi.
Il Liceo lo feci a Svitto, l'Università a Ginevra e a Zurigo, così imparai bene il tedesco, che in seguito mi fu utile.

Come trascorri le tue giornate?
Mi sveglio presto al mattino, mi preparo per fare colazione con mia moglie e avere poi il tempo per camminare, almeno mezz'ora, anche se fa brutto tempo.
Due volte la settimana ho le sedute del masso-terapista. Anche se i disturbi visivi in questi ultimi anni sono cresciuti, nell'insieme non mi lamento. La testa funziona ancora bene; ho una buona memoria, riesco ad organizzare la mia giornata, a pensare e a tenere gli appunti per le cose che devo poi far fare alle persone che mi aiutano.
Spesso mi fa visita Filippo, il mio nipotino, figlio di Claudia e di Martin, mio genero. Vivo circondato dall'affetto dei miei familiari, per questo sono sereno, ma vorrei che anch'essi non vivessero in un perenne stato d'ansia per me.

L'incontro con il dottor Augusto Biaggi cosa ha significato per te?
Entrai nello studio di Biaggi quando avevo 28 anni e Augusto, che aveva dieci anni più di me, era esperto in protesi fissa e mobile. In quel periodo, sua moglie, la dottoressa Doris Bachmann, esperta in ortodonzia, in parodontologia e in chirurgia orale, lavorava ancora con lui. Lavorare accanto a due liberi professionisti affermati e con una vasta clientela, a me che lavoravo da alcuni anni, in Conservativa e in Endodonzia, ma in un reparto della Clinica Odontoiatrica di Zurigo, si offrì un'opportunità rara.
Conobbi personaggi fuori dall'ambiente universitario, ed ebbi l'emozione di fare la prima conferenza a Firenze, invitato dal professor Zuccoli, davanti a un pubblico d'eccezione; tra i presenti il professor Roccia mi presentò come il più giovane ricercatore del momento. In seguito fui invitato a Milano, a Pavia, a Torino, ma il primo invito fu per merito dei dottori Biaggi. In seguito, con Augusto ci organizzammo per tenere brevi corsi e conferenze in Austria e in Germania, ci bastava che ci pagassero le spese vive, anche in alberghi modesti. Cominciammo a tenere i primi Corsi settimanali a Brugg, per i dentisti italiani. Quando lentamente in Europa si tornò alla vita normale, fui invitato a tenere Conferenze di Conservativa, Protesi, Endodonzia, Merceologia, Istologia dentale in tutti i Paesi d'Europa e in America latina.

Se non avessi intrapreso l'Odontoiatria, cosa avresti fatto volentieri?
Ricordo che fin da quando avevo dieci, dodici anni, ho sempre avuto in mente di fare il dentista, perché mi era stato detto che era sufficiente possedere una buona manualità e poi, essendo pochi, non avrei avuto difficoltà a trovare lavoro.
La carriera scientifica fu legata al caso fortunato di avere incontrato all'Università di Zurigo il dottor Julius Alban, già assistente all'Università di Berlino, giunto a Zurigo attraverso alterne vicissitudini, quando la situazione politica in Germania peggiorò.
Assunto dal professor Hess, che sapeva del suo passato alla rinomata Clinica di Berlino, il dottor Alban, fin da principio fu molto disponibile con me e mi aiutò a redigere in tedesco la tesi di dottorato e diversi articoli per le pubblicazioni. Proprio in quel periodo fu incaricato dal professor Hess di trovare un assistente titolare per il reparto di Conservativa dell'Istituto; me lo propose e mi esortò ad accettare, realizzando così un passo importante della mia vita.

A tutti è noto il tuo passato di ricercatore; ma fino a quanti anni hai esercitato la libera professione?
Allo scadere dei due anni di assistentato presso lo studio dei dottori Augusto e Dora Biaggi (1946-1947), avevo cercato e trovato un appartamento al centro di Lugano, adatto per aprire uno studio professionale e avevo già prenotato un riunito Ritter con la poltrona, quando avvenne un altro caso fortunato.
In Clinica si era reso libero il posto di Aiuto Universitario e il dottor Alban ancora una volta mi consigliò di concorrere. Mi disse: "Il professor Hess cerca un giovane disposto a conseguire la libera docenza, a dirigere il reparto di Istologia dentale, a tenere le lezioni agli studenti: tu sei l'Aiuto ideale!".
A dire il vero io non ero molto propenso ad accettare per diversi motivi, in più, avrei dovuto affrontare un lungo periodo di studio e di ricerca. Per avere un conforto, andai dal dottor Biaggi che, invece, mi consigliò di accettare. Tanto il dottor Biaggi che il dottor Alban vedevano coronato in me il loro sogno che, per ragioni diverse, non avevano potuto avverare. Rimasi "a tempo pieno" all'Università fino a quando il professor Hess andò in pensione (1953) ed aprii il mio studio privato in Banhofstrasse, in seguito in Sihlportestrasse dove continuai a lavorare fin quasi a settanta anni, pur restando "a tempo parziale" all'Università, per tenere le lezioni teoriche. Ebbi qualche difficoltà alla chiusura, per indirizzare i miei pazienti solventi, tra i quali gli italiani, perché a Zurigo erano scarsi i dentisti ticinesi in grado di capire l'italiano. Chi subentrò nello studio era un ortodontista e gran parte della mia attrezzatura ancora valida fu regalata.

So che hai rispetto per i tuoi Maestri, ma a quale di loro ti senti più vicino?
Io sono grato al professor Walter Hess che mi insegnò l'istologia e mi offrì la possibilità di essere il suo Aiuto e l'opportunità di conseguire la Docenza in conservativa, endodonzia ed istologia dentale a cui seguì nel 1967 il titolo di Professore universitario.
Mi fu esempio di rettitudine e di rigore scientifico. In qualità di Aiuto del professor Hess, ebbi fin dall'inizio il compito della didattica che dovetti preparare in breve tempo, con l'aiuto del dottor Alban. Già dopo sei mesi, prima con la supervisione del professor Hess, poi da solo, iniziai l'insegnamento agli studenti della istologia, della morfologia dentale, dell'embriologia e dell'istopatologia. Durante le vacanze estive il professor Hess andava due settimane sulle alture del Canton Vallese, restando per il resto della stagione a Zurigo. Poiché di tanto in tanto veniva a controllare il reparto, in queste occasioni ebbi modo di conoscerlo più da vicino e di apprezzarlo anche dal punto di vista umano.
Così avvenne che molti pomeriggi venne a parlare con me, tra un sigaro Avana e l'altro, delle ricerche che si potevano impostare, delle stesura di prossime tesi di dottorato. Mi raccontava di molte cose del professor Otto Walkhoff, con il quale aveva pubblicato il famoso libro che ebbe ben otto edizioni.
Un giorno mi fece vedere tutto il materiale istologico e la enorme raccolta di materiale scientifico che il professor Walkhoff gli aveva donato.

La Fondazione prof. Luigi Castagnola di Pistoia cosa significa per gli Odontoiatri Italiani?
Un punto di riferimento: perché a Pistoia nei locali della Fondazione è raccolto tutto l'imponente materiale scientifico del professor Otto Walkhoff, già direttore della Clinica Universitaria di Monaco, libri, preparati istologici, il materiale del professor Walter Hess e, naturalmente, tutta la mia raccolta di preparati e di libri e di materiale scientifico, con i disegni a colori del professor Alfred Gysi di preparati istologici, libri ormai esauriti dei grandi Autori dell'Odontoiatria.
Praticamente è qui rappresentata l'eredità culturale dei più illustri Maestri d'Europa. Il dottor Nicola Perrini ha avuto in consegna tutto questo materiale e, con molto entusiasmo, lo ha diligentemente sistemato in appositi scaffali in un appartamento attiguo all'Istituto Stomatologico di Pistoia, dove attualmente lavora ed io gli sono molto grato per quanto ha fatto finora. L'incontro con i signori Augusto e Mariolina Coli, titolari della ditta Dental Trey, ha reso possibile, anche con la sponsorizzazione di altre ditte, la organizzazione di Corsi gratuiti di aggiornamento professionale, attualmente a Rimini, con alto numero di partecipanti. Questo rappresenta il grande contributo che, con il concorso di quotati docenti, due volte l'anno, in primavera e in autunno, la Fondazione offre a coloro tra i dentisti che vogliono essere aggiornati.

Cosa rappresenta per te l'Associazione degli Amici di Brugg?
L'Associazione degli Amici di Brugg è la "creatura" mia e di Augusto. Insieme l'abbiamo pensata e costruita, le abbiamo dato uno Statuto e un'immagine.
All'indomani della morte di Biaggi, il dottor Elia Giorgetti, presente al funerale del Maestro, mi prese in disparte e mi disse: "Tu adesso devi sostituire l'Augusto alla guida dell'Associazione!". Cercai di difendermi: "Ma io non so da che parte cominciare, non sono adeguato per un compito simile, non ho il carisma di Augusto! Lasciami almeno un poco di tempo per riflettere!". In realtà sapevo che non potevo esimermi dall'assumere quella responsabilità e, quando tornò dopo pochi giorni, accettai. Fu una decisione sofferta, ma sono contento di averla presa.
Per me l'Associazione degli Amici di Brugg è sempre rimasta una parte della mia famiglia: una creatura, un figlio, per il quale si soffre e si gioisce. Si soffre quando non si comporta come ci aspetteremmo, si gioisce quando fa bene.

Grazie Luigi e tanti auguri!
Una foto ricordo del professor Luigi Castagnola insieme al dottor Augusto Biaggi: entrambi fondatori dell'Associazione degli Amici di Brugg

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