Come trascorri le tue giornate?
Mi sveglio presto al mattino, mi preparo per fare colazione con
mia moglie e avere poi il tempo per camminare, almeno mezz'ora, anche
se fa brutto tempo.
Due volte la settimana ho le sedute del masso-terapista. Anche
se i disturbi visivi in questi ultimi anni sono cresciuti, nell'insieme
non mi lamento. La testa funziona ancora bene; ho una buona memoria, riesco
ad organizzare la mia giornata, a pensare e a tenere gli appunti per le
cose che devo poi far fare alle persone che mi aiutano.
Spesso mi fa visita Filippo, il mio nipotino, figlio di Claudia
e di Martin, mio genero. Vivo circondato dall'affetto dei miei familiari,
per questo sono sereno, ma vorrei che anch'essi non vivessero in un
perenne stato d'ansia per me.
L'incontro con il dottor Augusto Biaggi cosa ha significato per te?
Entrai nello studio di Biaggi quando avevo 28 anni e Augusto, che
aveva dieci anni più di me, era esperto in protesi fissa e mobile.
In quel periodo, sua moglie, la dottoressa Doris Bachmann, esperta in ortodonzia,
in parodontologia e in chirurgia orale, lavorava ancora con lui. Lavorare
accanto a due liberi professionisti affermati e con una vasta clientela,
a me che lavoravo da alcuni anni, in Conservativa e in Endodonzia, ma in
un reparto della Clinica Odontoiatrica di Zurigo, si offrì un'opportunità rara.
Conobbi personaggi fuori dall'ambiente universitario, ed ebbi l'emozione
di fare la prima conferenza a Firenze, invitato dal professor Zuccoli, davanti
a un pubblico d'eccezione; tra i presenti il professor Roccia mi presentò come
il più giovane ricercatore del momento. In seguito fui invitato a
Milano, a Pavia, a Torino, ma il primo invito fu per merito dei dottori
Biaggi. In seguito, con Augusto ci organizzammo per tenere brevi corsi e
conferenze in Austria e in Germania, ci bastava che ci pagassero le spese
vive, anche in alberghi modesti. Cominciammo a tenere i primi Corsi settimanali
a Brugg, per i dentisti italiani. Quando lentamente in Europa si tornò alla
vita normale, fui invitato a tenere Conferenze di Conservativa, Protesi,
Endodonzia, Merceologia, Istologia dentale in tutti i Paesi d'Europa
e in America latina.
Se non avessi intrapreso l'Odontoiatria, cosa avresti fatto volentieri?
Ricordo che fin da quando avevo dieci, dodici anni, ho sempre avuto
in mente di fare il dentista, perché mi era stato detto che era sufficiente
possedere una buona manualità e poi, essendo pochi, non avrei avuto
difficoltà a trovare lavoro.
La carriera scientifica fu legata al caso fortunato di avere incontrato
all'Università di Zurigo il dottor Julius Alban, già assistente
all'Università di Berlino, giunto a Zurigo attraverso alterne
vicissitudini, quando la situazione politica in Germania peggiorò.
Assunto dal professor Hess, che sapeva del suo passato alla rinomata
Clinica di Berlino, il dottor Alban, fin da principio fu molto disponibile
con me e mi aiutò a redigere in tedesco la tesi di dottorato e diversi
articoli per le pubblicazioni. Proprio in quel periodo fu incaricato dal
professor Hess di trovare un assistente titolare per il reparto di Conservativa
dell'Istituto; me lo propose e mi esortò ad accettare, realizzando
così un passo importante della mia vita.
A tutti è noto il tuo passato di ricercatore; ma fino a quanti anni hai esercitato la libera professione?
Allo scadere dei due anni di assistentato presso lo studio dei
dottori Augusto e Dora Biaggi (1946-1947), avevo cercato e trovato un appartamento
al centro di Lugano, adatto per aprire uno studio professionale e avevo
già prenotato un riunito Ritter con la poltrona, quando avvenne un
altro caso fortunato.
In Clinica si era reso libero il posto di Aiuto Universitario e
il dottor Alban ancora una volta mi consigliò di concorrere. Mi disse: "Il
professor Hess cerca un giovane disposto a conseguire la libera docenza,
a dirigere il reparto di Istologia dentale, a tenere le lezioni agli studenti:
tu sei l'Aiuto ideale!".
A dire il vero io non ero molto propenso ad accettare per diversi
motivi, in più, avrei dovuto affrontare un lungo periodo di studio
e di ricerca. Per avere un conforto, andai dal dottor Biaggi che, invece,
mi consigliò di accettare. Tanto il dottor Biaggi che il dottor Alban
vedevano coronato in me il loro sogno che, per ragioni diverse, non avevano
potuto avverare. Rimasi "a tempo pieno" all'Università fino
a quando il professor Hess andò in pensione (1953) ed aprii il mio
studio privato in Banhofstrasse, in seguito in Sihlportestrasse dove continuai
a lavorare fin quasi a settanta anni, pur restando "a tempo parziale" all'Università,
per tenere le lezioni teoriche. Ebbi qualche difficoltà alla chiusura,
per indirizzare i miei pazienti solventi, tra i quali gli italiani, perché a
Zurigo erano scarsi i dentisti ticinesi in grado di capire l'italiano.
Chi subentrò nello studio era un ortodontista e gran parte della
mia attrezzatura ancora valida fu regalata.
So che hai rispetto per i tuoi Maestri, ma a quale di loro ti senti più vicino?
Io sono grato al professor Walter Hess che mi insegnò l'istologia
e mi offrì la possibilità di essere il suo Aiuto e l'opportunità di
conseguire la Docenza in conservativa, endodonzia ed istologia dentale a
cui seguì nel 1967 il titolo di Professore universitario.
Mi fu esempio di rettitudine e di rigore scientifico. In qualità di
Aiuto del professor Hess, ebbi fin dall'inizio il compito della didattica
che dovetti preparare in breve tempo, con l'aiuto del dottor Alban.
Già dopo sei mesi, prima con la supervisione del professor Hess,
poi da solo, iniziai l'insegnamento agli studenti della istologia,
della morfologia dentale, dell'embriologia e dell'istopatologia.
Durante le vacanze estive il professor Hess andava due settimane sulle alture
del Canton Vallese, restando per il resto della stagione a Zurigo. Poiché di
tanto in tanto veniva a controllare il reparto, in queste occasioni ebbi
modo di conoscerlo più da vicino e di apprezzarlo anche dal punto
di vista umano.
Così avvenne che molti pomeriggi venne a parlare con me, tra un sigaro
Avana e l'altro, delle ricerche che si potevano impostare, delle stesura
di prossime tesi di dottorato. Mi raccontava di molte cose del professor
Otto Walkhoff, con il quale aveva pubblicato il famoso libro che ebbe ben
otto edizioni.
Un giorno mi fece vedere tutto il materiale istologico e la enorme
raccolta di materiale scientifico che il professor Walkhoff gli aveva donato.
La Fondazione prof. Luigi Castagnola di Pistoia cosa significa per gli Odontoiatri Italiani?
Un punto di riferimento: perché a Pistoia nei locali della Fondazione è raccolto
tutto l'imponente materiale scientifico del professor Otto Walkhoff,
già direttore della Clinica Universitaria di Monaco, libri, preparati
istologici, il materiale del professor Walter Hess e, naturalmente, tutta
la mia raccolta di preparati e di libri e di materiale scientifico, con
i disegni a colori del professor Alfred Gysi di preparati istologici, libri
ormai esauriti dei grandi Autori dell'Odontoiatria.
Praticamente è qui rappresentata l'eredità culturale
dei più illustri Maestri d'Europa. Il dottor Nicola Perrini
ha avuto in consegna tutto questo materiale e, con molto entusiasmo, lo
ha diligentemente sistemato in appositi scaffali in un appartamento attiguo
all'Istituto Stomatologico di Pistoia, dove attualmente lavora ed
io gli sono molto grato per quanto ha fatto finora. L'incontro con
i signori Augusto e Mariolina Coli, titolari della ditta Dental Trey, ha
reso possibile, anche con la sponsorizzazione di altre ditte, la organizzazione
di Corsi gratuiti di aggiornamento professionale, attualmente a Rimini,
con alto numero di partecipanti. Questo rappresenta il grande contributo
che, con il concorso di quotati docenti, due volte l'anno, in primavera
e in autunno, la Fondazione offre a coloro tra i dentisti che vogliono essere
aggiornati.
Cosa rappresenta per te l'Associazione degli Amici di Brugg?
L'Associazione degli Amici di Brugg è la "creatura" mia
e di Augusto. Insieme l'abbiamo pensata e costruita, le abbiamo dato
uno Statuto e un'immagine.
All'indomani della morte di Biaggi, il dottor Elia Giorgetti, presente
al funerale del Maestro, mi prese in disparte e mi disse: "Tu adesso
devi sostituire l'Augusto alla guida dell'Associazione!".
Cercai di difendermi: "Ma io non so da che parte cominciare, non sono
adeguato per un compito simile, non ho il carisma di Augusto! Lasciami almeno
un poco di tempo per riflettere!". In realtà sapevo che non
potevo esimermi dall'assumere quella responsabilità e, quando
tornò dopo pochi giorni, accettai. Fu una decisione sofferta, ma
sono contento di averla presa.
Per me l'Associazione degli Amici di Brugg è sempre rimasta
una parte della mia famiglia: una creatura, un figlio, per il quale si soffre
e si gioisce. Si soffre quando non si comporta come ci aspetteremmo, si
gioisce quando fa bene.
Grazie Luigi e tanti auguri! |