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I personaggi della nostra storia
di Luigi castagnola e Alessandro Canton
Il cavalier Carlo Bogetti, titolare della Grafica Editoriale, si affaccia al nostro ricordo soprattutto come curatore, dal 1980 al 1990, dell'edizione della Rivista "Odontoiatria degli Amici di Brugg". Proprio a causa di questo impegno aveva trasferito la redazione da Savona ad Asti.
Qui risiedeva infatti il Capo Redattore, dottor Riccardo Garberoglio, insigne figura di ricercatore. Bogetti teneva aggiornato l'elenco dei soci dell'Associazione e ogni tre mesi informava il Direttore della Rivista, professor Luigi Castagnola, dei cambiamenti intercorsi, una "partita doppia" fra adesioni e cancellazioni in costante andamento positivo. Aveva avuto anche l'incarico di acquisire abbonamenti, che in quel periodo raggiunsero un numero mai superato in seguito. Inoltre si era assunto la delicata incombenza di procurare inserzioni pubblicitarie, vitali per il futuro della pubblicazione.
Il professor Castagnola ricorda di essere andato con l'automobile del cavalier Bogetti, accompagnato dal dottor Riccardo Garberoglio, ad Arona, sul Lago Maggiore. Qui fecero visita al cavalier Luigi Barbaglia, Amico di Brugg, noto rivenditore d'attrezzature e materiali d'uso per i dentisti, per convincerlo a sponsorizzare la Rivista con un poco di pubblicità sui suoi prodotti.

Carlo Bogetti era affabile, assai disponibile, sereno. Sono in molti a rcordare la sua figura, perché con il suo stand frequentava assiduamente Corsi e Congressi. Talvolta veniva accompagnato dai familiari. Ne approfittava per esporre la nostra Rivista, dove erano trattati argomenti pratici, diversamente dalle altre dove i lavori erano scritti per acquisire la Libera Docenza (un istituto che non si fa più, ma molto in voga in quegli anni). Va anche detto che il suo impegno per "Odontoiatria" non si limitava alla parte commerciale: spesso egli stesso in prima persona scriveva il pezzo di cronaca, come informazione per i suoi lettori. Quando approdò alla nostra Rivista, il cavalier Bogetti aveva cinquantacinque anni. Era un giornalista già affermato, essendo stato redattore per diversi quotidiani, tra i quali il quotidiano di Brescia. Nel suo cursus honorum c'era già anche la nomina a Cavaliere della Repubblica "per meriti professionali".

Disegnatore e dotato di notevole fantasia, tra il 1960 e il 1980, fece parte di quella piccola schiera di disegnatori di bozzetti per l'impostazione di campagne pubblicitarie, la creazione di marchi e di "logo" e divenne famoso dopo che nel 1975 gli fu attribuito il Primo premio nel Concorso Nazionale de "Il Bozzetto d'Oro". Concluse la vita terrena nel 1990, lasciando il ricordo di un brillante professionista, serio, scrupoloso, preciso e onesto. Aveva solo sessantaquattro anni.
Suor Sofia imparò rapidamente il difficile compito dell'assistente alla poltrona. Poi, nel tempo libero, assisteva i malati e gli anziani di Moggio. Per andare nelle frazioni più lontane usava un motorino un poco asmatico, specialmente nelle salite, sempre troppo carico di provviste e di medicine!": così la ricorda il professor Castagnola.
Era arrivata a Moggio dall'Ospedale di Lecco, dove opera la Congregazione delle Suore di Maria Bambina, proprio per dare assistenza all'iniziativa degli Amici di Brugg a favore dei bambini così provati dal sisma.
La figura minuta, gli occhi vivaci, l'espressione intelligente, svelta nell'apprendere, generosa nel donare, suor Sofia seppe subito conquistare un posto importante nel cuore di tutti.
Svolgeva con precisione il suo compito nell'ambulatorio odontoiatrico, sterilizzava gli strumenti, teneva aggiornato il magazzino e telefonava in tempo utile al professor Castagnola per l'approvvigionamento del materiale di consumo, organizzava il lavoro dei professionisti che si alternavano alle poltrone, creando un clima di serenità e di pace in cui era bello e avvincente lavorare.
Molti Amici di Brugg tornarono più volte e suor Sofia sapeva creare, per ognuno, l'ambiente giusto. Scrive in una sua lettera: "Io ho fatto ben poco... Per tutto il lavoro di preparazione e d'organizzazione occorre ricordare la nobile figura del dottor Daniele Mareschi di Flagogna.
Ricordo e conservo nel cuore gran simpatia per questi Amici, nobili persone che lasciarono famiglia e lavoro per arrivare a Moggio a dare il loro contributo di solidarietà".
Cessata l'emergenza a Moggio Udinese, fu assunta come infermiera alla Comunità Montana del Canal del Ferro-Valcanale, dove trovava il tempo di assistere gli anziani e i malati che non avevano diritto all'assistenza del Servizio Sanitario Nazionale. Se era necessario, dopo una giornata di lavoro, assisteva tutta la notte un infermo rimasto solo. Perché, secondo Suor Sofia: "La vita è come il denaro che, finché resta nel cassetto, non vale niente".
Partita da Moggio, suor Sofia lavorò per alcuni anni a Udine, nel Centro di accoglienza della Casa dell'Immacolata. Ora lavora nella Casa Circondariale femminile di Venezia.
Nel 1983, al XXVI Congresso degli AdB, Suor Sofia fu invitata a Rimini, per ricevere direttamente dalle mani del professor Luigi Castagnola una medaglia in oro e una pergamena, in segno di riconoscenza e d'apprezzamento per tutto il lavoro svolto durante il periodo della ricostruzione di Moggio Udinese.

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