| Lo sviluppo funzionale della morfologia occlusale in protesi totale |
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| di Roberto Masnata sintesi a cura di Giordano Tasca |
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La riabilitazione di un paziente edentulo è sempre,
per il dentista e per l'odontotecnico, un intervento difficile in
quanto molti sono gli aspetti da prendersi in considerazione e pochi sono
i punti di riferimento. Si deve spesso ricostruire dal nulla oppure da situazioni
preesistenti alterate o fortemente compromesse.
Se un'impronta mucostatica leggibile, un buon bordaggio, un'impronta
funzionale ben eseguita costituiscono condizioni irrinunciabili per ottenere
tenuta e confort della protesi, vi sono altre caratteristiche, riguardanti
la funzione e l'estetica, altrettanto basilari, che il manufatto finale
deve possedere.
Proprio su alcuni di questi aspetti attinenti alla funzionalità dell'apparato
stomatognatico l'oratore intende soffermarsi, senza esporre l'intera
tecnica di costruzione della protesi totale. (Per maggiori dettagli circa
questa tecnica si può fare riferimento all'"Atlante di
Protesi totale secondo la metodica Slavicek" di Baldin, Cuman, Masnata,
Nannini, 2002). Fra i numerosi elementi che devono essere considerati nella
progettazione alcuni sono essenziali e devono essere conosciuti anche dagli
odontotecnici.
Essi sono:
Il piano asse-orbitale
La reference position
L'altezza verticale
L'inclinazione e la posizione degli incisivi
Il piano occlusale
L'occlusione statica
L'occlusione dinamica |
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Il piano asse-orbitale
Costituisce il riferimento principale per la progettazione
di ogni protesi (per i dettagli riguardanti la protesi fissa
vedasi l'articolo
sul precedente numero della rivista).
Si deve innanzi tutto eseguire una
radiografia latero laterale del cranio. Quindi si disegna
un punto al centro dei condili (Ac) e un punto nella zona
più bassa dell'orbita
(O). La linea che congiunge questi due punti corrisponde
al Piano Asse-Orbitale (Fig.
1).
La teleradiografia, un tempo appannaggio esclusivo dell'ortodontista,
rappresenta un dato strumentale aggiuntivo all'esperienza clinica, sempre
fondamentale, di grande aiuto nel progettare una protesi
totale. Su questa radiografia possono essere disegnati segmenti
e angoli, le cui misure sono
confrontabili con valori medi, ricavati da calcoli statistici,
rappresentanti la situazione "normale", che si userà come riferimento. Si
potrà eseguire
un progetto protesico sulla teleradiografia e trasferirlo
con facilità in
articolatore: per questo anche l'odontotecnico deve essere coinvolto nella
conoscenza di tale strumento di analisi.
La maggior parte
degli articolatori riproduce il piano asse-orbitale, per
cui il centro dei condili
dello strumento corrisponde al centro dei condili mandibolari
e il punto in cui l'asticella
contatta la piattina incisiva corrisponde al punto orbitale.
L'arco facciale
a valore medio, registrato sul paziente, trasferisce sull'articolatore la
posizione del mascellare superiore rispetto al piano asse-orbitale.
Nell'edentulo,
per questa operazione, si utilizza una forchetta che porta
la doppia impronta in silicone delle arcate superiore e inferiore,
alla quale si adattano,
con opportuni accorgimenti, i modelli corrispondenti (Fig.
2).
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| Fig. 1 - Teleradiografia
di paziente con le vecchie protesi in massima chiusura: è tracciata
la linea assio-orbitale |
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Fig. 2 - Modelli montati
in articolatore adattandoli alla doppia impronta in silicone
portata dalla forchetta dell'arco facciale |
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Reference Position (RP) (relazione centrica terminale)
La relazione centrica terminale rappresenta il
rapporto di intimo contatto tra condilo e disco articolare che insieme si
trovano nella posizione più alta e mediana della cavità glenoidea.
Tale posizione, riproducibile e ripetibile, costituisce il riferimento nella
costruzione della protesi. Prima di procedere alla riabilitazione protesica è buona
norma valutare lo stato di salute dei muscoli e dell'articolazione
temporo-mandibolare, anzitutto con l'esame clinico (valutazione dell'ampiezza
e del percorso del movimento di apertura della bocca, della presenza o meno
di click ecc.) poi, se necessario, si può procedere con un esame
strumentale come la condilografia o l'assiografia.
Evidenziate e corrette le eventuali disfunzioni, si porrà la massima
attenzione nel rispettare la RP, che costituisce, come già precisato,
la base di partenza per tutto il lavoro.
Si illustra il caso di una paziente, già portatrice di una protesi
totale, che presenta un'asimmetria facciale con un'appariscente
deviazione del mento verso destra. Non si tratta di un problema scheletrico,
ma di un vizio di posizione dovuto alla perdita dei rapporti occlusali che
ha provocato uno scivolamento della mandibola. Sulla base di una corretta
registrazione della centrica viene allestita una protesi, con la quale sono
stati riportati in asse sia i condili che la linea mediana, eliminando completamente
l'asimmetria (Fig. 3). |
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Fig. 3 - Paziente con scivolamento
della
mandibola a destra,
causato da protesi totale incongrua.
Dopo rifacimento della
protesi
in relazione centrica
l'asimmetria
del viso è completamente
corretta. |
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