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In morte del Prof. Felix Lutz
di Marco Oddera
E' mancato in modo inaspettato e tragico il Prof. Felix Lutz.
 
Nato a Zurigo nel 1941, in questa città ha compiuto tutti i suoi studi, dal liceo classico fino alla laurea in odontoiatria.
Attratto fin dall'inizio dalla ricerca, diventava subito assistente e poi aiuto presso il Reparto di Parodontologia, Cariologia e Medicina dentaria Preventiva della clinica Zurighese, diretto allora del Prof. Muhlemann.
 
Dal 1981 al 1983 si recava presso il reparto di Materiali Dentari della Indiana University, diretto dal Prof. Phillips.
 
Al suo ritorno, nel 1983, veniva nominato Professore Ordinario, succedendo al Prof. Muhlemann e iniziando così la sua brillantissima carriera accademica.
 
Il Prof. Lutz è stato un vero pioniere nel campo della odontoiatria estetica ed adesiva.
 
Come sempre lungimirante, si rendeva subito conto che l'amalgama d'argento non poteva restare fino al terzo millennio l'unico materiale da restauro per i settori posteriori, e si dedicava con molta intensità alla ricerca di materiali e tecniche alternative.
 
Dalla sua scuola, all'inizio degli anni '80, partirono infatti i primi tentativi e le prime pubblicazioni sugli intarsi in composito, e soprattutto sull'utilizzo delle resine composite su premolari e molari.
 
Il Prof. Lutz si dedicò con grande impegno, in collaborazione delle maggiori ditte europee del settore, al miglioramento delle proprietà fisico-chimiche dei materiali estetici, ed allo sviluppo di sistemi adesivi efficaci.
 
Molto timido e riservato per natura ( pur essendo un grande conferenziere), a qualche osservatore presuntuoso e superficiale poteva apparire scostante. Era invece uomo di grande cultura ed umanità, apprezzava la buona cucina ed era un grande esperto e collezionista di Barolo, la sua unica "debolezza".
 
Egli era l'uomo meno attaccato al denaro ed alle forme che abbia mai conosciuto (la sua unica automobile era una monovolume Peugeot). Le numerose ed imponenti somme che riceveva dalle ditte in cambio della sperimentazione scientifica e dello sviluppo di nuovi materiali (successo che diede sempre molto fastidio e suscitò leggendarie invidie all'interno dell'Istituto) affluivano in due Fondazioni da lui istituite, ed erano poi utilizzati per il miglioramento delle infrastrutture della Sua scuola. Basti pensare che a metà degli anni '80 il Reparto si dotò di un proprio microscopio elettronico a scansione di ultimissima generazione, e che ognuno di noi assistenti fu dotato di un personal computer, per l'epoca una cosa notevolissima.
 
Il prof. Lutz arrivava regolarmente in Reparto (in bicicletta, sia in estate che in inverno, che a Zurigo non è tenero) verso le sei di mattina, e vi rimaneva regolarmente sino alle ore 18. Con una simile dedizione al lavoro, si spiegano le oltre 350 pubblicazioni su riviste internazionali, le decine e decine di tesi di laurea seguite e lo sviluppo di materiali e metodiche che noi tutti nei nostri studi professionali utilizziamo quotidianamente, basti pensare ad esempio alle frese diamantate a grana fine per rifinire i compositi.
 
Improvvisamente, stanco soprattutto delle beghe universitarie e del lavoro burocratico, l'anno scorso improvvisamente decideva di ritirarsi dalla vita accademica per dedicarsi a tempo pieno alla sua passione: la ricerca pura, accettando il posto di capo ricercatore della Vivadent. Mi disse che iniziava una nuova vita con entusiasmo.
 
Felicemente sposato con Monika, di 11 anni più giovane, che lo ha seguito nella tragica fine, senza figli, ha deciso con le sue ultime volontà di lasciare tutti i suoi beni alla Fondazione per lo sviluppo e la ricerca nella odontoiatria adesiva.
 
Ai suoi funerali, celebrati nella Cattedrale di Zurigo, circa 300 persone lo hanno salutato per l'ultima volta. Quasi tutti i suoi allievi ed ex assistenti si sono radunati per testimoniare il loro affetto.
 
Scompare con Felix Lutz un grande scienziato, un uomo buono e completo, un Maestro, un amico.
 
I suoi allievi lo piangono e lo ricorderanno e lo onoreranno a lungo.
 
Marco Oddera

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