| In morte del Prof. Felix Lutz | |||
| di Marco Oddera | |||
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| Attratto fin dall'inizio dalla ricerca, diventava subito assistente e poi aiuto presso il Reparto di Parodontologia, Cariologia e Medicina dentaria Preventiva della clinica Zurighese, diretto allora del Prof. Muhlemann. Dal 1981 al 1983 si recava presso il reparto di Materiali Dentari della Indiana University, diretto dal Prof. Phillips. Al suo ritorno, nel 1983, veniva nominato Professore Ordinario, succedendo al Prof. Muhlemann e iniziando così la sua brillantissima carriera accademica. Il Prof. Lutz è stato un vero pioniere nel campo della odontoiatria estetica ed adesiva. Come sempre lungimirante, si rendeva subito conto che l'amalgama d'argento non poteva restare fino al terzo millennio l'unico materiale da restauro per i settori posteriori, e si dedicava con molta intensità alla ricerca di materiali e tecniche alternative. Dalla sua scuola, all'inizio degli anni '80, partirono infatti i primi tentativi e le prime pubblicazioni sugli intarsi in composito, e soprattutto sull'utilizzo delle resine composite su premolari e molari. Il Prof. Lutz si dedicò con grande impegno, in collaborazione delle maggiori ditte europee del settore, al miglioramento delle proprietà fisico-chimiche dei materiali estetici, ed allo sviluppo di sistemi adesivi efficaci. Molto timido e riservato per natura ( pur essendo un grande conferenziere), a qualche osservatore presuntuoso e superficiale poteva apparire scostante. Era invece uomo di grande cultura ed umanità, apprezzava la buona cucina ed era un grande esperto e collezionista di Barolo, la sua unica "debolezza". Egli era l'uomo meno attaccato al denaro ed alle forme che abbia mai conosciuto (la sua unica automobile era una monovolume Peugeot). Le numerose ed imponenti somme che riceveva dalle ditte in cambio della sperimentazione scientifica e dello sviluppo di nuovi materiali (successo che diede sempre molto fastidio e suscitò leggendarie invidie all'interno dell'Istituto) affluivano in due Fondazioni da lui istituite, ed erano poi utilizzati per il miglioramento delle infrastrutture della Sua scuola. Basti pensare che a metà degli anni '80 il Reparto si dotò di un proprio microscopio elettronico a scansione di ultimissima generazione, e che ognuno di noi assistenti fu dotato di un personal computer, per l'epoca una cosa notevolissima. Il prof. Lutz arrivava regolarmente in Reparto (in bicicletta, sia in estate che in inverno, che a Zurigo non è tenero) verso le sei di mattina, e vi rimaneva regolarmente sino alle ore 18. Con una simile dedizione al lavoro, si spiegano le oltre 350 pubblicazioni su riviste internazionali, le decine e decine di tesi di laurea seguite e lo sviluppo di materiali e metodiche che noi tutti nei nostri studi professionali utilizziamo quotidianamente, basti pensare ad esempio alle frese diamantate a grana fine per rifinire i compositi. Improvvisamente, stanco soprattutto delle beghe universitarie e del lavoro burocratico, l'anno scorso improvvisamente decideva di ritirarsi dalla vita accademica per dedicarsi a tempo pieno alla sua passione: la ricerca pura, accettando il posto di capo ricercatore della Vivadent. Mi disse che iniziava una nuova vita con entusiasmo. Felicemente sposato con Monika, di 11 anni più giovane, che lo ha seguito nella tragica fine, senza figli, ha deciso con le sue ultime volontà di lasciare tutti i suoi beni alla Fondazione per lo sviluppo e la ricerca nella odontoiatria adesiva. Ai suoi funerali, celebrati nella Cattedrale di Zurigo, circa 300 persone lo hanno salutato per l'ultima volta. Quasi tutti i suoi allievi ed ex assistenti si sono radunati per testimoniare il loro affetto. Scompare con Felix Lutz un grande scienziato, un uomo buono e completo, un Maestro, un amico. I suoi allievi lo piangono e lo ricorderanno e lo onoreranno a lungo. Marco Oddera |
Archivio storico
La Rivista di Odontoiatria
n° 4 - dicembre 2002. Anno XXI
Editoriale La nuova frontiera della professione; Lavori scientifici Trattamento multidisciplinare di un caso di displasia ectodermica anidrosica; Il trattamento delle recessioni gengivali multiple; Rassegna della letteratura Adattamenti; Attualitą scientifica Dolori dentali e oro-facciali, diagnosi differenziale; Dallo sviluppo dell'impronta alla ceratura delle corone; Rifondare l'endodonzia; Professione e societą Una nuova didattica per i dentisti di domani; Odontoiatria di comunitą; Vita associativa Auguri professore; 11° Memorial Biaggi per assistenti e igienisti; I personaggi della nostra storia.
n° 3 - settembre 2002. Anno XXI
Editoriale Il tempo pieno della vita; Lavori scientifici Gestione pedo-ortodontica di fratture coronali complicate; Trattamento conservativo delle lesioni del terzo cervicale; osservazioni strumentali e peculiaritą cliniche; Rassegna della letteratura Adattamenti; Attualitą scientifica Odontoiatria chirurgica; Lo sviluppo funzionale della morfologia occlusale in protesi totale.
n° 2 - maggio 2002. Anno XXI
Editoriale Nel futuro dell'odontoiatria; Lavori scientifici Impianti dentali. Considerazioni strutturali, biologiche e biomeccaniche; La finitura superficiale delle resine composite. Osservazioni strumentali e peculiaritą cliniche; Materiali e tecniche innovative in chirurgia endodontica; Rassegna della letteratura Effetto ferula? Attualitą scientifica Lo sviluppo funzionale dell'occlusione in protesi fissa; Professione e societą L'altra faccia dell'odontoiatria - ART: un nuovo approccio al controllo della carie dentale; In morte del Prof. Felix Lutz.
n° 1 - marzo 2002. Anno XXI
Editoriale Venti di follia, spiragli di ripresa; Lavori scientifici Trattamento multidisciplinare pedo-ortodontico; Correlazioni tra malattie paradontali e patologie respiratorie; Valutazione clinica e di laboratorio: una nuova lega per protesi; Rassegna della letteratura Lesioni cervicali non cariose; Attualitą scientifica Protesi mobile; Professione e societą Elementi fondamentali di ergonomia; I maestri dell'odontotecnica: Armando Vergnano.

