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| Effetto ferula? Sì, ma non a qualunque costo | ||||||||||||
| a cura di Giordano Tasca | ||||||||||||
Tavola rotonda dei lettori: commento all'articolo di Gegauff![]() Morgano S. M. - J Prosthet Dent 2001; 85: 96-97 |
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| L'autore dell'articolo sulla soglia di frattura sotto carico statico di analoghi in composito con e senza ferula fornisce una razionale spiegazione dei suoi risultati, riassunta nell'affermazione che normalmente l'allungamento chirurgico di corona clinica produce una più drammatica alterazione nel rapporto corona/radice rispetto all'estrusione ortodontica. Tuttavia occorre considerare che la quantità di osso da rimuoversi durante l'allungamento di corona clinica non è necessariamente uguale all'altezza occluso-gengivale di struttura dentale che deve essere esposta dopo la guarigione dei tessuti molli. A volte addirittura l'allungamento di corona clinica può essere ottenuta con poca o nessuna rimozione di osso di supporto, permettendo comunque il posizionamento di una corona completa che non violi l'ampiezza biologica. E' utile richiamare l'attenzione sul problema della sovrapreparazione per corone complete dei denti trattati endodonticamente. La raccomandazione, citata da Gegauff, di una spalla vestibolare della profondità di 1,2-1,5 mm nella preparazione di una corona metallo-ceramica presuppone una preparazione che termini sulla corona anatomica sopra la giunzione smalto-cemento. Questi valori vanno visti come guide e non come assoluti. Quando il termine gengivale della preparazione deve estendersi sulla radice, la profondità assiale della riduzione deve diventare progressivamente minore con lo spostarsi della linea di finitura apicalmente (Fig. 9). Gegauff suggerisce che una linea di finitura vestibolare a chamfer sulla radice, invece di una spalla, necessiterebbe di una corona protesica con un esteso collare metallico (che sarebbe inestetico), come sostenuto da Shillingburg. Ciò non è necessariamente vero. Quando la preparazione per un premolare trattato endodonticamente deve estendersi bene su una radice conica, una linea di finitura vestibolare a chamfer, di circa 0,75 mm di profondità assiale al termine gengivale, può essere molto efficace per conservare la struttura dentale pur fornendo uno spazio adeguato per il restauro. I moderni opacizzanti combinati con coloranti di superficie per filtrare la luce riflessa e ridurre il suo valore possono consentire un'estetica accettabile nel terzo gengivale delle corone metallo-ceramiche con spessori marginali ridotti senza sovracontorni clinicamente rilevanti. Anche se questa area localizzata potrà apparire leggermente più opaca sotto certe condizioni di illuminazione, la maggior parte dei pazienti preferirà questo piccolo inconveniente al maggior rischio di frattura irreversibile del dente derivante da una preparazione più aggressiva (Fig. 10). La conservazione della struttura del dente è obiettivo primario quando si prepara un dente trattato endodonticamente per una corona completa; la preparazione esposta da Gegauff in definitiva non era conservativa (Fig. 11). Comunque la rilevanza clinica dello studio può essere riaffermata in quanto mette a fuoco il problema derivante dallo stabilire una profondità assiale stereotipa della linea di finitura standard per i denti trattati endodonticamente, specialmente quando la preparazione termina sulla radice. L'allungamento di corona clinica per i denti trattati endodonticamente può consentire una ferula di 2 mm; tuttavia i benefici meccanici della ferula possono non essere sufficienti per compensare gli effetti di indebolimento legati all'aumento del rapporto corona/radice quando combinati con una eccessiva riduzione assiale nella preparazione della corona. La conservazione della struttura dentale è così intimamente legata alla biomeccanica da essere, forse, più critica ai fini della prognosi dei denti trattati endodonticamente e restaurati di quanto non lo sia la presenza di una ferula. |
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