Aspetti strutturali
Il comportamento strutturale a carichi di compressione statici della sistematica BICON® è stato studiato mediante semplici test da laboratorio servendosi di una macchina per prove da trazione e/o compressione di tipo meccanico (INSTRON serie 4400). Per l'acquisizione dei dati, ossia il legame tra gli sforzi e le deformazioni, è stata impiegata un'interfaccia software sviluppata per lavorare in ambiente WINDOWS™ e gestita interamente da un sistema computerizzato. L'impianto dentale adottato, dal diametro di 5 mm ed altezza di 14 mm, in lega di titanio (Ti6Al4V) è stato rappresentato in figura 1a.
I test di compressione statici sono stati condotti usando una velocità di spostamento pari a 1 mm/min. Il carico imposto dalla macchina sul manufatto è stato applicato in direzione assiale dell'abutment secondo lo schema della figura 1b. Per garantire una corretta esecuzione durante i test meccanici, l'accoppiamento abutment/impianto è stato fissato alla macchina e, per evitare possibili artefatti durante la conduzione della prova, attorno all'impianto è stata colata una resina acrilica (ACRYFIX-STRUERS) avente caratteristiche meccaniche, espresse in termini di modulo d'elasticità normale "E" e coefficiente di Poisson "n", simili a quelle dell'osso corticale (Eosso corticale=15000 N/mm2, nosso corticale=0.3). La trasmissione del carico dalla macchina di trazione e/o compressione al provino è stata realizzata mediante un punzone sferico. Per eliminare completamente tutti i giochi delle varie parti mobili della macchina, all'inizio d'ogni prova è stato applicato un precarico di 10 N. La conclusione della prova è stata valutata nel momento in cui avveniva il primo cedimento del carico, ossia lo scostamento dalla linearità tra lo sforzo e la deformazione, andamento peraltro molto ben visibile dai grafici rappresentati in figura 2 per le tre differenti condizioni (per maggiori semplificazioni circa l'andamento carico/corsa è stato deciso di rappresentare un solo grafico per ogni sistematica). L'aspetto visivo del cedimento avvenuto tra l'abutment e l'impianto annegato nella resina (vedi figura 3), è stato ottenuto mediante analisi al microscopio a riflessione (LEICA modello 301 DM RME).
Un primo dato interessante emerso dai test di compressione riguarda la resistenza al carico. Com'era prevedibile l'accoppiamento abutment inclinato a 0°/impianto meglio si comporta all'applicazione del carico rispetto all'accoppiamento abutment inclinato a 15°/impianto, il quale a sua volta meglio resiste rispetto all'accoppiamento abutment inclinato a 25°/impianto. I valori medi dei carichi e le relative deviazioni standard, calcolati tenendo conto dei singoli valori massimi nei tre diversi accoppiamenti, sono stati per l'insieme abutment inclinato a 0° /impianto di 3651N±124N, per l'insieme abutment inclinato a 15°/impianto di 2493N±378N e per l'insieme abutment inclinato a 25°/impianto di 1433N±98N.
Circa l'analisi fotografica condotta al microscopio a riflessione, l'interessante aspetto emerso è una totale assenza di cricche di rottura soprattutto in concomitanza di zone critiche come ad esempio i cambi di sezione (un esempio è il fondo del foro dell'impianto).
Un'analisi più dettagliata del legame sforzo/deformazione dimostra come i valori delle forze applicate, necessarie a deformare l'insieme impianto/abutment, siano molto alti e conseguentemente, in funzione delle piccole superfici di schiacciamento (parte apicale dell'abutment), anche le pressioni sono elevate. Considerando mediamente un carico di 1450 N (dato medio ricavato dai test condotti sull'insieme abutment inclinato a 25°/impianto) applicato ad una superficie di circa 2.5 mm2 (superficie apicale dell'abutment), si ottiene una pressione di circa 580 N/mm2. In genere se s'ipotizza che sul dente agiscono pressioni comprese tra i 40 N/mm2 e i 400 N/mm2, si può facilmente intuire come i carichi massimi raggiunti durante le prove per i tre insiemi garantiscono un ottimo margine di sicurezza strutturale sia all'impianto, sia all'abutment.
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