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Venti di follia, spiragli di ripresa
di Fabio Toffenetti
Non si può certo dire che l'anno appena trascorso sia terminato con buoni auspici. I luttuosi avvenimenti dell'11 settembre hanno sollevato venti di guerra e inasprito situazioni internazionali già difficili.

La sensazione di chi ha già avuto nel passato esperienze di guerra è stata agghiacciante e tutti comunque siamo rimasti a lungo con il fiato sospeso, attenti allo sviluppo degli avvenimenti.
Come di consueto poi è subentrato un fenomeno collettivo di adattamento, tutti ci siamo rifugiati nelle abitudini del lavoro e delle consuetudini sociali, e anche nelle prime pagine dei giornali i bollettini di guerra sono presto stati sostituiti dalle eterne querele tra i nostri politici e dalla cronaca nera provinciale.

In molte persone tuttavia il giornaliero spettacolo della sofferenza delle popolazioni colpite dalla guerra ha risvegliato lo sdegno per il destino ingiusto e il desiderio di poter fare qualche cosa per aiutare i sofferenti.
Un altro sentimento positivo nasceva dal confronto tra la gravità di queste situazioni e la futilità di molte nostre preoccupazioni quotidiane.
 
Vedo però fortunatamente intorno a me amici e colleghi che non hanno perso l'entusiasmo per aiutare i sofferenti vicini e lontani, superando con la loro generosità le barriere delle distanze e delle diversità. Vedo amici e colleghi che operano con altrettanto entusiasmo e dedizione nel loro lavoro quotidiano, nel maggiore interesse di chi a loro si rivolge.

Sembra di vedere qua e là qualche segno di ripresa dopo la buia giornata di settembre: con un po' più di altruismo e un pochino meno attenzione al nostro particolare aiutiamoci a vicenda a superare questi difficili momenti.

Questo è anche il mio augurio a tutti voi per il nuovo anno!
Dei denti parleremo la prossima volta!
 
Fabio Toffenetti

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