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Protesi mobile a cura di Giordano Tasca
Linee guida e protocollo operativo nell'esecuzione di Lilia Bortolotti e Luca Dondi
con il coordinamento di Guido Garotti
Placca base e registrazioni

Si costruisce una placca base superiore che deve essere stabile, i sottosquadri, che sul modello primario si erano "scaricati" sono evidenziati e in quelle zone viene appoggiata una resina resiliente, la quale consenta di riempire queste aree senza pregiudicare la possibilità di sfilare la placca dal modello (l'applicazione viene controllata bene usando lo strumento di P. K. Thomas N° 1) e senza perdere la ritenzione che queste offrono.
 
Si ponga attenzione nel mantenere il confine di queste zone, delineate per la resina resiliente, lontano dal bordo protesico, perché sarebbe scorretto avere materiale elastico sul bordo durante le registrazioni: esso determina infatti una instabilità della placca base.
 
E' importante a questo punto tracciare sui bordi esterni del modello definitivo, con il righello posizionato lungo le creste, le linee di riferimento che si utilizzeranno per il montaggio dei denti posteriori in centro cresta, quando questa sarà coperta dalla placca di registrazione. Con un compasso di Gerber si segnano sullo zoccolo del modello gli andamenti sagittali delle creste.
 
Con l'aiuto di questi riferimenti si allestisce il vallo di occlusione in cera dura che a livello dei molari, secondo le misurazioni anatomiche medie di tali denti, avrà una larghezza di 10 mm mentre a livello degli anteriori di 4 mm. Questo per consentire di anteriorizzare o distalizzare il vallo frontale seguendo le esigenze estetiche e fonetiche. La cera da usarsi deve essere dura perché deve garantire il mantenimento della dimensione verticale e del rapporto occlusale intermascellare registrati dal clinico.
 
Con le placche base superiore e inferiore il clinico registra sul paziente: 1) la dimensione verticale seguendo una delle metodiche a disposizione; 2) il rapporto di occlusione abituale del paziente e 3) l'arco facciale.
 
Per quest'ultima operazione il vallo superiore già registrato viene posizionato sulla forchetta, che si porta quindi in cavità orale; poiché nel caso trattato si utilizza il piano di Camper, si punta l'indicatore del terzo punto in dotazione a questo tipo di arco, sulla spina nasale, si posiziona poi l'appoggio nasale sulla gabella e lo si fissa: i bracci sagittali dell'arco ora sono paralleli al piano di Camper; si collega quindi l'arco alla forchetta tramite lo snodo di registrazione (Fig. 5).
 
Per evitare il trasporto dell'intero arco in laboratorio l'industria ha predisposto un apposito supporto della forchetta, con il quale è possibile riportare sull'articolatore la posizione (rispetto ai due condili) del modello superiore, riproducendo al meglio i rapporti esistenti sul cranio del paziente (Fig. 7).
 
Sono disponibili due stativi per il riposizionamento in articolatore: uno viene utilizzato quando l'arco facciale è stato registrato sul piano di Camper, l'altro per il piano di Francoforte (la differenza di inclinazione è di ~ 10 ° fra i due piani e quindi fra i due stativi) (Fig. 6).
Figura 5 - Placca base Figura 6
Registrazione dell'arco facciale
Figura 7
Modello superiore in articolatore

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La Rivista di Odontoiatria