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Un sommario aperto  di Nicola Perrini

Si completa con questo numero il terzo anno del nuovo corso editoriale di "Odontoiatria", quello che ha visto il tentativo di fare della nostra rivista un mezzo di comunicazione moderno di idee e progetti antichi.
 
Non è l'unica novità organizzativa degli ultimi tempi, basti pensare alle possibilità straordinarie messe a disposizione dal sito su Internet o alla prestigiosa cornice tecnologico-architettonica della nuova Fiera di Rimini che ora ospita il nostro Congresso. Ma questa è una novità particolare, riguarda la nostra voce, ossia il legame storico, più immediato che prolunga tutto l'anno il senso comunitario del grande evento sociale di maggio.
 
Proprio perché la nostra voce ci riporta alle origini dell'associazione non abbiamo celebrato i vent'anni di "Odontoiatria", compiuti peraltro, come recita doverosamente la prima di copertina. Sarebbe stato come sancire un "prima" e un "dopo" di un dialogo fra Amici che in realtà è sempre esistito sotto la forma più diversa - divulgativa, scientifica, ricreativa, rievocativa, umanistica - e che dunque coincide con la ragione stessa del nostro stare insieme. Se ora, dopo il cammino percorso nel triennio, la nostra voce è divenuta più chiara, più forte e più incisiva; se a questa prima pagina possono seguirne almeno altre cento intervallate da un congruo numero di "avvisi dal mercato", è merito di tutti.
 
Noi vorremmo però che a questo successo corale seguisse un altro piccolo, grande miracolo, l'unico a nostro parere capace di perpetuare nel tempo la crescita della rivista. Il suo nome è "partecipazione".
 
Il nostro sommario è già aperto, lo dimostra la raccolta di questi tre anni con i suoi articoli a firma illustre o a sigla indecifrabile, con i suoi temi di grande respiro o con le piccole curiosità dall'Italia e dal mondo. Nessuno ci ha mai detto di no, nessuno ci ha mai chiesto perché (proprio io?): un dare senza condizioni, che si è trasmesso alla redazione in termini di gratificazione e di incitamento.
 
Ci piacerebbe ora che "Odontoiatria" divenisse ancor più lo specchio della realtà odontoiatrica del Paese. Non servono cambiamenti radicali, è sufficiente proseguire sulla strada intrapresa. Serve piuttosto un maggior apporto di tutti in fatto di idee, di proposte, di testimonianze.
 
Serve che quanti hanno qualcosa da trasmettere si facciano portatori (reporter, appunto) di un vissuto coniugato anche solo al singolare delle personali vicende professionali: nel piccolo come nel grande studio, ove si concretizzano con pari dignità il sapere scientifico, l'abilità tecnica, l'ispirazione sociale del servizio al cittadino.
 
Scrivono i grandi quotidiani che dall'11 settembre sono crollati i consumi, ma non quelli della carta stampata. C'è più voglia di informazione e di confronto. Di capire, di capirsi e di condividere. Noi siamo attrezzati; approfittiamone.
 
Nicola Perrini


Archivio storico

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