| I personaggi della nostra storia | |||
| a cura di Luigi Castagnola e Alessandro Canton | |||
| Antonio Cappellato | |||
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| Insegnante, per trentatré anni fino al 1993, nell'Istituto
per Odontotecnici Audiolesi di Padova, il professor Antonio Cappellato è stato
insignito del Premio Biaggi nel 1988. Odontotecnico e professionalmente maturo (aveva cominciato a lavorare ancora tredicenne), aveva 34 anni quando nel 1960 fu chiamato dal professor Antonio Magarotto ad insegnare nella neonata Scuola d'odontotecnica, da lui fondata per l'Ente Nazionale Sordomuti. Fu quindi tra i primi a coordinare e organizzare l'insegnamento di questa scuola speciale, dotandola d'idonee attrezzature didattiche. Esperto conoscitore dei materiali odontotecnici, fu apprezzato dagli allievi soprattutto nelle esercitazioni pratiche, dove esigeva precisione e accuratezza nell'esecuzione dei manufatti. Il suo insegnamento era chiaro, preciso, essenziale e così, quando uscirono i primi abilitati, diversi titolari di laboratorio li assunsero, rendendosi ben presto conto del loro buon livello in fatto di preparazione, professionalità e passione. Ma il ruolo del professor Cappellato, in questa scuola speciale, non fu solo tecnico-professionale. Con quegli allievi che, lontani da casa, spesso per la nostalgia del loro ambiente, non erano attenti, assumeva il tono brusco e inflessibile di un padre severo, per poi tornare paziente e disponibile, quando la burrasca fosse passata. In più di un caso, con l'autorizzazione dei familiari, seguì personalmente situazioni di crisi; alla fine, vinte le diffidenze, i giovani si confidavano, accettavano l'interessamento e si rimettevano al lavoro con maggiore impegno di prima. Le nuove tecnologie, la sperimentazione didattica, l'approccio alla video registrazione, fino all'inserimento di normo udenti nelle classi dei non udenti, lo trovarono sempre attento e disponibile. Sempre presente ai corsi d'aggiornamento per gli insegnanti, ai convegni e ai congressi, fece in modo di non perdere mai il contatto con le nuove tecnologie. Oltre al Premio Biaggi, ottenne un altro ambito riconoscimento. Fu nel 1969 quando al Quinto Convegno Internazionale di Odontotecnici di Genova, in occasione del bicentenario della nascita di Giuseppangelo Fonzi, gli fu assegnata la Medaglia d'Oro come Maestro d'arte Odontotecnica. Con molto rimpianto nel 1993 è andato in pensione, con la soddisfazione di aver potuto seguire la sua vocazione di insegnante a favore di decine e decine di non udenti che, in tutta Italia, esercitano onoratamente la professione e hanno dato, anche per merito suo, qualità alla loro vita. E per questo motivo lo ricordano con simpatia e gratitudine. Tra i suoi meriti, va ricordato che ha fondato l'Associazione ex allievi odontotecnici e odontoiatri dell'Istituto T. Pendola, e si sta adoperando per portare la Scuola fondata da Antonio Magarotto ad essere inserita e finanziata dalla Comunità Europea. |
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Giacomina e Olmeda La Giacomina e l'Olmeda sono le persone che più di tutti hanno condiviso per tanti anni le gioie e le pene di Augusto Biaggi. Sorelle, erano entrate a far parte della famiglia come governanti, in un periodo difficile quando, dopo il divorzio, i quattro figli del Maestro andavano ancora a scuola e Biaggi, alla fine della giornata, il più delle volte doveva accudirli per compiti e lezioni. Provenivano da S. Fedele d'Intelvi in provincia di Como. A Windisch (Argovia), tenevano dunque in ordine la bella casa di Augusto Biaggi, a due piani con giardino, dove curavano anche i fiori e l'orto. Giacomina, la più anziana, si occupava della cucina e dei lavori meno pesanti. Olmeda invece, giovane, sempre allegra, solare, provvedeva ai lavori di pulizia e alla lavanderia. Erano molto affabili e accudivano, con molto rispetto, il Maestro e i suoi figli come fossero propri familiari. La situazione per le due sorelle migliorò quando crebbero i ragazzi. La figlia maggiore di Biaggi, Daria, finiti gli studi, trovò lavoro a Basilea alla Swissair. Poco tempo dopo Claudio si laureò medico dentista e andò a lavorare allo Studio di Brugg, così come l'altro maschio, Lucio. Ormai Biaggi aveva ridotto la sua attività in studio solo al mattino. Nel pomeriggio stava a riposare in casa o nel giardino. Tutto sembrava andare per il meglio. Però la tragedia era in agguato. Il figlio minore, Nicola, che aveva seguito i fratelli alla facoltà di Odontoiatria, tornando a casa dopo un esame superato brillantemente, perse la vita in un incidente al volante della sua macchina. Il dolore fu tremendo, Augusto Biaggi dopo poco tempo cessò l'attività e si trasferì a S. Fedele d'Intelvi, nella casa delle due sorelle, in Largo IV Novembre 11. Il professor Castagnola andava a trovarlo tutte le volte che si recava a Lugano; altre volte lo stesso Biaggi con l'Olmeda scendeva a Lugano per fare spesa e per andare al Cimitero a portare un fiore ai genitori e al figlio Nicola. Ed anche questa era un'occasione per incontrarsi. Nei mesi freddi Augusto Biaggi si recava sulla Riviera ligure a giocare a golf, e qui aveva modo di incontrare i vecchi Amici dentisti. Comunque, appena la stagione lo permetteva, l'appuntamento era sul campo da golf di Menaggio, sul Lago di Como, il sabato e la domenica. E, come per incanto, per qualche ora, gli passavano tutti gli acciacchi. Dopo qualche anno però cominciò ad aver difficoltà alle lunghe camminate e poi a salire le scale, i dolori all'anca si fecero sempre più pungenti e si fermava spesso in casa. In questo delicato periodo la presenza delle sorelle Olmeda e Giacomina divenne preziosa. Lo aiutavano negli spostamenti, nella cura personale, gli portavano da leggere i libri e l'immancabile Gazzetta dello Sport. Le visite degli Amici golfisti si fecero sempre più rade, eccetto la costante affettuosa presenza del dottor Gigi Denari che non mancava mai di passare a trovarlo. Poi il declino con il ricovero in ospedale, a Zurigo, e ancora l'Olmeda fu accanto a lui per servirlo, convinta che solo lei potesse capire cosa voleva, adesso che respirava a fatica e non aveva più voglia di parlare... Giacomina e Olmeda, le due sorelle della Val d'Intelvi che il dottor Biaggi ebbe la fortuna di incontrare, non vennero mai meno al loro dovere; noi le ricordiamo rispettose e ancora fedeli nel loro servizio. Anche dopo la sua morte, conservarono il ricordo del dottor Biaggi nel cuore. |
Archivio storico
La Rivista di Odontoiatria
n° 4 - dicembre 2001. Anno XX
Editoriale Un sommario aperto; Lavori scientifici L'uso delle nozioni scientifiche nella formulazione del piano di trattamento; Note storiche sull'utilizzo del fluoro nella prevenzione della carie; Rassegna della letteratura Apparecchi per fotopolimerizzazione; Attualitą scientifica Protesi combinata; Professione e societą Elementi fondamentali di ergonomia; I maestri dell'odontotecnica: Franco Brega; Vita associativa Una migliore immagine nella nuova Rimini; I personaggi della nostra storia: Antonio Cappellato, Giacomina e Olmeda.
n° 3 - settembre 2001. Anno XX
Editoriale Il sacro fuoco; Lavori scientifici Ortodonzia per adulti con tecnica dell' arco segmentato: principi biomeccanici e applicazioni cliniche; Problematiche chirurgiche legate al trattamento implantare in mandibole gravemente riassorbite; Rassegna della letteratura Diagnosi e trattamento delle fratture dentali incomplete; Adattamenti; Attualitą scientifica Ricostruzione del dente trattato endodonticamente. Resoconto dal 44° Congresso di Rimini; Professione e societą I maestri dell'odontotecnica: Gino Passamonti; Obbligo di guarigione? Vita associativa 15 anni di amicizia; Il volo della speranza.
n° 2 - maggio 2001. Anno XX
Editoriale Pausa di riflessione; Lavori scientifici La valutazione del rischio in terapia implantare; Attacchi intracoronali o extracoronali; Motivi per scegliere tra attacchi rigidi o mobili; Rassegna della letteratura Incappucciamento pulpare diretto. Una procedura controversa; Attualitą scientifica La protesi fissa. Modelli, progettazione ceratura ed estetica; Evoluzione della patologia parodontale; Professione e societą I maestri dell'odontotecnica: Rudolf Slaviceck; Professione igienista.
n° 1 - marzo 2001. Anno XX
Editoriale Diamo credito alla riforma; Articoli Eccellenza nella riabilitazione protesica sociale dell'edentulismo distale; Il trattamento meccanico della malattia parodontale; Problemi particolari di adesione dentinale (seconda parte); Programmare e passivare; I maestri dell'odontotecnica: Paul J. Muia; Clinica di comunitą a San Patrignano.

