Azione, conoscenza, ricerca.
Odontoiatria integrata con lo stato di salute generale.
Lamentarsi della situazione climatica è un'abitudine assai diffusa,
anche se tutti sanno che occorre accettarla così com'è.
Tutti vorrebbero il cielo azzurro, sempre. Analogamente molti dentisti non
vogliono adeguarsi ai cambiamenti, perché si sono ben adattati allo
standard attuale e vorrebbero stabilizzarlo. Invece il cambiamento, in natura, è inevitabile
ed è da insensati sperare diversamente. Stando così le cose,
la professione dovrebbe riconoscere, incoraggiare e celebrare il cambiamento,
foriero di conflitto d'idee, stimolo ad essere creativi e a studiare
le differenze.
Basti pensare al cambiamento impresso dagli studi epidemiologici
di Dean degli anni Quaranta, alla rivoluzione iniziata più di mezzo
secolo fa, con la fluorizzazione delle acque potabili di Gran Rapids.
Da quel cambiamento, con diverse metodiche, si è avuta un'enorme
diminuzione della carie dentale e lo stimolo per le ricerche nell'ambito
della prevenzione della carie e delle parodontopatie.
L'avvento dei compositi, dopo gli anni Sessanta, dalla formula di Bonocore,
ha rivoluzionato l'ambito della conservativa. L'amalgama d'argento è stato
sostituito e non credo avrà la possibilità di ritornare in
auge.
E in campo protesico? Come possiamo tacere la realizzazione di
Branemark nel 1980, a riguardo degli impianti osteointegrati? Per non dimenticare
quel 15 maggio 1847 in cui, all'albo del Reparto Ginecologico dell'Università di
Vienna, a firma dell'assistente Ignaz Philipp Semmelweiss, fu affisso
un breve avviso che rivoluzionò la medicina, inventando la moderna
antisepsi: lavarsi le mani con spazzola e sapone e immergerle in una soluzione
di soda clorata, prima di visitare i pazienti.
L'igiene professionale degli ambienti e degli strumenti attualmente è sotto
controllo, avendo finalmente attuata la decontaminazione. Viene da chiedersi:
l'attuale insegnamento del Corso di Laurea in Odontoiatria tiene conto
dei cambiamenti? Come si prevede il futuro della professione che inevitabilmente
sarà diverso dall'attuale?
L'eccessiva parcellizzazione delle specialità dovrà far
posto ad una Odontoiatria in grado di integrarsi con lo stato di salute generale
dell'individuo e tutte le specialità saranno coinvolte e conglobate.
L'attività odontoiatrica, l'educazione dentale e la ricerca
saranno collegate in maniera interdipendente.
Il curriculum del laureato in Odontoiatria, in conformità a questi
orientamenti, prevede un dentista che:
esercita il suo mestiere ad un ottimo livello,
s'integra bene con tutti gli altri operatori sanitari in un'interpretazione
olistica della medicina,
è una persona che studia e impara per tutta la vita,
cresce con i cambiamenti in atto, nel sistema sanitario e scientifico,
ha un profondo senso di responsabilità nei confronti della Comunità in
cui svolge il suo servizio,
è aggiornato sulle procedure d'applicazione dei materiali più recenti,
è competente nel riconoscere le manifestazioni patologiche e non patologiche
della cavità orale,
in caso di necessità sa risolvere, alla presenza di soggetti disabili,
tutte le emergenze ambulatoriali.
Non è facile pensare anche all'imprevisto!
Certo, dobbiamo preparare i nuovi dentisti fuori della routine
e, se vogliamo che la professione cresca, dobbiamo fare in modo che criticamente,
senza frapporre ostacoli, razionalmente siano preparati ad accettare i cambiamenti.
Poiché tentare di ostacolarli, è impossibile.
Alessandro Canton
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