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| Materiali Estetici da restauro |
| Sessione di venerdì 26 maggio 2000 al
43° Congresso degli Amici di Brugg Lo stato dell'arte sull'uso dei materiali estetici per restauro diretto nei settori posteriori Sintesi delle relazioni di Davidson, Ferrari e Mason - a cura di Giordano Tasca |
| Il successo clinico è dipendente
dal materiale o dalla tecnica? prof. Pier Nicola Mason Gli oratori precedenti hanno ribadito la preminenza delle conoscenze merceologiche e della manualità rispetto ai materiali. Questi rivestono certamente una loro importanza, ma sono presenti sul mercato in un numero straordinario, per cui può risultarne difficile la comprensione anche in riferimento alle indicazioni di impiego. L'amalgama dava restauri con fessura marginale, ma aveva la capacità di inibire i batteri che vi penetravano, mentre i materiali sostitutivi devono riuscire a sigillare il confine restauro-dente. I compositi attuali garantiscono una lunga durata purché si sappiano usare correttamente. Ci si aspetta per i prossimi anni una ottimizzazione della tecnica adesiva, già avanzata e l'annullamento o la riduzione drastica della contrazione da polimerizzazione: questi due progressi potranno portare al superamento completo (e con tecnica meno esigente) del problema rappresentato dal gap marginale. Compositi condensabili L'ultima categoria di compositi proposta dall'industria è quella dei cosiddetti condensabili: questo termine sembra voler sottolineare la similitudine con l'amalgama, che si intende sostituire. La realtà è un po' diversa: comprimendo con i condensatori sull'amalgama si ottiene una diminuzione di volume del materiale che viene così a comprimere la matrice contro il dente adiacente nelle classi II, mentre i compositi sono incomprimibili per definizione. La compattabilità, secondo i fabbricanti, verrebbe ottenuta da questi materiali con due modalità: I) le particelle di riempitivo sono fatte in modo da ingranare fra di loro oppure da compenetrarsi con meccanismo simile al velcro, II) la matrice resinosa è costituita da un monomero a più elevato peso molecolare, che rende il materiale più denso. Se si vuole risolvere il problema clinico della realizzazione di un buon punto di contatto, si deve comunque contare sul distanziamento del dente oggetto del restauro, mediante un cuneo di legno di dimensioni adeguate per compensare lo spessore della matrice. Anche le altre proprietà vantate dai condensabili non sempre corrispondono alla realtà: la bassa contrazione da polimerizzazione è presente forse per qualcuno di tali materiali, certo non per tutti, perché l'elevata carica di riempitivo non comporta necessariamente una minor contrazione; la resistenza all'usura poi è inferiore rispetto, per es., a quella del vecchio, glorioso Heliomolar e, ancor più, rispetto all'amalgama (Fig. 1). E' importante sapere che i numerosi compattabili presenti sul mercato non sono tutti uguali anche dal punto di vista del tipo di riempitivo: gli ibridi microfini resistono di più alla fatica rispetto agli ibridi convenzionali a particelle più grossolane. Non si dimentichi poi che le caratteristiche di scarsa scorrevolezza e adattabilità sulle pareti dei condensabili li rendono assolutamente inidonei per le piccole cavità, preparate nel modo più conservativo possibile, che rappresentano l'indicazione principe dei compositi. Risultati presentati al recente IADR di Washington mostrano nelle classi II una percentuale di margini cervicali aperti, dopo termociclaggio e affaticamento meccanico, molto vicina al 60%, analogamente a quanto ottenuto in una ricerca condotta qualche anno fa da Davidson. L'applicazione di uno strato di composito flowable (fluido) sotto il packable (condensabile) in cavità di ampie dimensioni riduce il grado di infiltrazione: il modulo di elasticità inferiore caratteristico dei compositi fluidi è più favorevole per assorbire gli stress sia durante la polimerizzazione che durante il carico funzionale. Si può concludere che anche con i condensabili si possono realizzare restauri buoni, se si è attenti e precisi nell'esecuzione di tutti i passaggi, comunque essi non danno nulla in più rispetto ai compositi microibridi precedenti, che non sostituiscono e rispetto ai quali sono meno luminosi. |
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