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Il Duemila è già qui  di Fabio Toffenetti

La necessità di comunicare, l'impegno di condividere:
nel nostro credo l'impronta di un secolo davvero diverso.

 
Per tutto il 1999 si è fatto un gran parlare di quest'anno 2000, del nuovo secolo, del terzo millennio: ed ecco, ci siamo già. Uscendo di casa però il mondo sembra quello di ieri, le stesse facce, le stesse cose, le stesse notizie sui giornali, le aspettative del millennio che cambia vanno piano piano svanendo. Era dunque un'illusione? Aveva ragione chi diceva che si trattava puramente di una convenzione di calendario, che la gran parte dell'umanità non condivide? Io non lo credo e vi darò due esempi del perché.

La prima cosa che è definitivamente cambiata dal primo gennaio è la comunicazione. Nel nuovo secolo non sarà (o meglio non è) più possibile vivere senza comunicare. Nel nostro piccolo mondo comunicare tra i membri dell'équipe dello studio in maniera attiva e fattiva, comunicare con i pazienti non solo per obbedire ai requisiti del corretto consenso informato ma anche in maniera umana e personale, comunicare tra noi colleghi per lo scambio delle idee e per l'aggiornamento diventa ogni giorno più importante e necessario. Nella nuova società l'individuo isolato è veramente sempre più solo.

Anche noi Amici di Brugg, che di queste idee abbiamo sempre fatto un credo, stiamo incrementando la comunicazione attraverso le pagine di questa bella rivista, che vorremmo sempre più ricca di notizie e di attualità e tramite la quale vorremmo instaurare un colloquio continuo con i nostri lettori sui temi tecnici e sociali della nostra professione: stiamo anche preparando un sito Internet per agevolare una comunicazione più celere e diretta con tutti e tra tutti i nostri soci e comunque con chiunque abbia fatti e idee da scambiare e discutere. Il secondo fatto che dovrà caratterizzare il nuovo secolo è la cooperazione: è facile parlare di un nuovo mondo multiculturale e multietnico, di superamento degli isolamenti e di accettazione delle minoranze. In realtà nel mondo ci sono ancora i ricchi e i poveri, i privilegiati e i diseredati, gli istruiti e gli analfabeti.
La cooperazione in senso lato, cioè il desiderio di condividere qualche cosa di nostro con chi è stato meno favorito dalla sorte, può portare ognuno di noi ad inserirsi e ad accettare questo mondo che sta cambiando e che spesso non ci piace o ci impaurisce. Anche in questo campo gli Amici di Brugg sono stati dei pionieri e tuttora operano in modo silenzioso nei casi singoli dei colleghi o delle famiglie in particolari situazione di necessità, ed in maniera più aperta finanziando iniziative umanitarie in campo odontoiatrico e non, e organizzando servizi di prevenzione e terapia in centri e comunità. Un'altra forma di cooperazione è la nostra continua attività nella didattica e nell'aggiornamento professionale.
Per tutto questo però abbiamo bisogno di voi che ci leggete, delle vostre idee, del vostro entusiasmo, della vostra partecipazione!

Il mio augurio per il 2000 è quindi questo: la speranza che tutto il nostro gruppo realizzi al suo interno e verso l'esterno la comunicazione e la cooperazione, queste due formidabili e complementari caratteristiche che vorremmo vedere attuate nel secolo alle porte.
 
Fabio Toffenetti


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