La necessità di comunicare, l'impegno
di condividere:
nel nostro credo l'impronta di un secolo davvero
diverso.
Per tutto il 1999 si è fatto un gran parlare di quest'anno
2000, del nuovo secolo, del terzo millennio: ed ecco, ci siamo già.
Uscendo di casa però il mondo sembra quello di ieri, le stesse facce,
le stesse cose, le stesse notizie sui giornali, le aspettative del millennio
che cambia vanno piano piano svanendo. Era dunque un'illusione? Aveva
ragione chi diceva che si trattava puramente di una convenzione di calendario,
che la gran parte dell'umanità non condivide? Io non lo credo
e vi darò due esempi del perché.
La prima cosa che è definitivamente cambiata dal primo gennaio è la
comunicazione. Nel nuovo secolo non sarà (o meglio non è)
più possibile vivere senza comunicare. Nel nostro piccolo mondo comunicare
tra i membri dell'équipe dello studio in maniera attiva e fattiva,
comunicare con i pazienti non solo per obbedire ai requisiti del corretto
consenso informato ma anche in maniera umana e personale, comunicare tra
noi colleghi per lo scambio delle idee e per l'aggiornamento diventa
ogni giorno più importante e necessario. Nella nuova società l'individuo
isolato è veramente sempre più solo.
Anche noi Amici di Brugg,
che di queste idee abbiamo sempre fatto un credo, stiamo incrementando
la comunicazione attraverso le pagine di questa bella rivista,
che vorremmo sempre più ricca di notizie e di attualità e
tramite la quale vorremmo instaurare un colloquio continuo con i nostri
lettori sui temi
tecnici e sociali della nostra professione: stiamo anche preparando
un sito Internet per agevolare una comunicazione più celere e diretta
con tutti e tra tutti i nostri soci e comunque con chiunque abbia fatti
e idee
da scambiare e discutere. Il secondo fatto che dovrà caratterizzare
il nuovo secolo è la cooperazione: è facile parlare di un
nuovo mondo multiculturale e multietnico, di superamento degli
isolamenti e di accettazione delle minoranze. In realtà nel mondo
ci sono ancora i ricchi e i poveri, i privilegiati e i diseredati, gli
istruiti e gli analfabeti.
La cooperazione in senso lato, cioè il
desiderio di condividere qualche cosa di nostro con chi è stato
meno favorito dalla sorte, può portare
ognuno di noi ad inserirsi e ad accettare questo mondo che sta
cambiando e che spesso non ci piace o ci impaurisce. Anche in
questo campo gli Amici
di Brugg sono stati dei pionieri e tuttora operano in modo silenzioso
nei casi singoli dei colleghi o delle famiglie in particolari
situazione di
necessità, ed in maniera più aperta finanziando iniziative
umanitarie in campo odontoiatrico e non, e organizzando servizi
di prevenzione e terapia in centri e comunità. Un'altra forma
di cooperazione è la
nostra continua attività nella didattica e nell'aggiornamento
professionale.
Per tutto questo però abbiamo bisogno di voi che
ci leggete, delle vostre idee, del vostro entusiasmo, della vostra
partecipazione!
Il mio augurio per il 2000 è quindi questo: la speranza che tutto
il nostro gruppo realizzi al suo interno e verso l'esterno la comunicazione
e la cooperazione, queste due formidabili e complementari caratteristiche
che vorremmo vedere attuate nel secolo alle porte.
Fabio Toffenetti
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