| Dieci anni di volontariato - Bilancio e prospettive dell'attività Asmo |
| a cura di Guido Peggion |
| "E c'è ancora qualcuno
che mi suggerisce di lasciar perdere, che non ce la si può fare,
che se non hai chi ti appoggia hai chiuso. E invece sai una cosa? Oggi
più di ieri io ci credo. Ho creduto nella forza di volontà,
nella voglia di fare e di costruire. Ho creduto in dieci, cento, mille
amici che hanno creduto in un sogno. Cos'è la vita senza
un sogno?". Francesco Specchiarelli, presidente nazionale Asmo. L'Associazione per la Solidarietà medica ed odontoiatrica è stata ufficializzata il 20 dicembre del 1996, ma ha iniziato ad operare a livello di volontariato organizzato sin dai primi anni Novanta. E' un organismo senza fini di lucro, che "coordina medici, odontoiatri, tecnici, operatori del settore e chiunque sia interessato all'attività di assistenza medica ed odontoiatrica, alla prevenzione ed educazione sanitaria e alle attività connesse" nei Paesi che per calamità naturali o per necessità ne facciano richiesta. Opera in diverse parti del mondo (ex Jugoslavia, Africa, Sud e Centro America) oltre che nel nostro Paese. Ha al suo attivo una serie ormai lunga di interventi: a Orebic e Baska Voda (Croazia), a Neum, Stolac, Kiseljak, Sarajevo, Bugojno, Mostar (Bosnia), a Yepocepa (Guatemala), a Isiolo e Nkubu (Kenya), in Angola, nel Congo, nel Kosovo e in Macedonia. Ma un elenco completo è impossibile. Dobbiamo però ancora dire dell'Italia, che qualche volta suo malgrado diviene terra di confine: l'Asmo è stata in prima linea nell'assistenza odontoiatrica ai terremotati di Umbria e Marche, cosi come è presente nell'emergenza profughi nel campo di Lorizzonte, presso Lecce. L'Asmo è presieduta dal dottor Francesco Specchiarelli di Frosinone; vicepresidente è il dottor Rocco Del Conte. La presidenza onoraria è stata conferita al professor Luigi Castagnola, a riconoscimento del grande impegno profuso per tutta una vita nel campo della solidarietà medica ed odontoiatrica. Una carica d'altronde in perfetta sintonia con i legami ideali degli Amici di Brugg. L'Asmo vive di autofinanziamento e conta più di quattrocento aderenti. Il programma "Odontoiatria senza confini" ha il compito della formazione dei volontari prima di inviarli a promuovere la salute orale nei vari Paesi in cui l'associazione è presente con propri progetti o di supporto ad altri.Grazie anche all'aiuto di alcuni sponsor, l'Asmo può contare su un proprio Notiziario informativo, quadrimestrale, che "tira" tremila copie. Ed è proprio il direttore del Notiziario Asmo, il dottor Dino Azzalin, a permetterci di dare corpo e anima a questa scheda tecnica, per sua natura scarna ed essenziale. Il dottor Azzalin, professionista a Varese, si è formato all'Università di Pavia, specializzato a Göteborg con Lindhe e Branemark e in Italia alla scuola dei professori Pini Prato e Martignoni. Come membro della Sidp, partecipa al Progetto nazionale sulla diagnosi parodontale. Da una decina d'anni è sulla breccia del volontariato odontoiatrico. Ha fondato la Cooperazione Odontoiatrica Internazionale e ne è stato vicepresidente per alcuni anni. - Dottor Azzalin, come è partita la sua esperienza di volontariato? " La mia prima 'prestazione' risale al 1985, quando curai nel Sahara algerino un tuareg afflitto da mal di denti... Nell'87 ho continuato in Nigeria e poi ancora, nell'89, in Etiopia con la 'Medicus Mundi'. Nel 1992 avviai un servizio odontoiatrico a Nkubu, in Kenya: ci sono tornato l'anno scorso e ho potuto rendermi conto che funziona in forma autonoma con personale locale. Questo risultato straordinario è dovuto al lavoro e alla caparbietà di alcuni di noi, come il dottor Moiraghi di Torino e la dottoressa Poddi di Terni: le due fasi dimostrano che l'unione di più forze permette di ottimizzare un risultato concreto e più duraturo". - Appunto un obiettivo dell'Asmo... " Certo, lo scopo dei nostri progetti è proprio la formazione di personale locale anche ausiliario che permetta la continuazione del nostro lavoro; quindi operiamo per la nostra sostituibilità anche con invio di materiale in strutture missionarie preesistenti. Riteniamo che il lavoro d'équipe sia il modo migliore per aiutare questa gente". - Come giudica i progetti sanitari nei Paesi in via di sviluppo? " Ad Alma Ata, nel 1978, l'OMS aveva coniato lo slogan 'Health for all', cioè uno sforzo collettivo per il miglioramento della salute in tutti i Paesi della Terra nell'anno 2000. Purtroppo il 2000 è qui, ma anche per la salute orale l'obiettivo non è stato raggiunto, nonostante le energie e i fondi impiegati. Dobbiamo pensare diversamente e con grande professionalità, capire quali siano le aspettative, i bisogni reali, le risorse, dimenticando il protagonismo, l'esibizionismo, dandoci agli altri gratuitamente. Non interferiamo con le loro abitudini, non sconvolgiamo i loro costumi, limitiamoci a piccoli interventi..." - Qual è la situazione nei PVS? " Ci sono malattie nuove e scarsamente sconosciute da noi, come la fluorosi, piuttosto diffuse soprattutto nei centri rurali. Sono dovute al fatto che l'acqua in queste società agro-pastorali è per lo più ricavata dai fiumi oppure dai pozzi. Qui la concentrazione di fluoro può raggiungere i 15-20 milligrammi per litro. Dal punto di vista odontoiatrico lo smalto diviene fragile e giallastro, ma ci sono conseguenze ben più gravi per l'intero organismo, come le calcolosi biliari, epatiche o renali, oppure la rottura delle diafisi delle ossa lunghe per l'azione competitiva dl fluoro nei confronti del calcio. In questi casi si può fare ben poco". - Quali sono le urgenze? " Ho incontrato malattie gravi come la labioschisi o le piaghe immedicabili, la tubercolosi ossea, ho assistito alla mortalità perinatale. Ma su tutto questo prevalgono malattie peggiori che sono fame, miseria, indifferenza. Non possiamo passare senza vederle. Nel Kosovo e in Serbia si soffre ancora, in Africa si patisce la fame da secoli. Ecco perché dobbiamo moltiplicare i nostri piccoli sforzi per un grande risultato. In questi anni abbiamo curato migliaia di pazienti, inviato materiali in ogni parte del mondo, ma abbiamo incontrato anche incantatori di serpenti, velocissimi come manguste a prendere soldi e a spenderli in qualcosa che è solo 'turismo umanitario'. Non è difficile riconoscerli. I miei amici volontari sono quelli della professione, sempre pronti ad accendere una speranza e un sorriso in ogni parte del mondo. Il mio grazie va a tutti loro e a quanti nel dentale ci aiutano concretamente. Grazie anche al suo giornale per lo spazio che ci dedica, grazie anche a nome di chi non può ringraziarvi. In fondo anche questo è volontariato". Dov'è l'Asmo via Giminiani, 71 - Anagni (FR) tel. e fax 0775.739233 e-mail: asmomail@tin.it siti internet: www.asmo.it www.genan.it/docs/asmo |
La Rivista di Odontoiatria
n° 4 - dicembre 2000. Anno XIX
Editoriale La professione che cambia; Articoli Restauri estetici protesici singoli; Problemi particolari di adesione dentale; Adattamenti; I maestri dell'odontotecnica: Peter K. Thomas.
n° 3 - settembre 2000. Anno XIX
Editoriale Nuova didattica e vecchi problemi; Articoli Manifestazioni parodontali indotte dagli ormoni sessuali femminili; Letteratura in tema di cariologia; Composizione dei materiali e loro caratteristiche di indurimento; Valutazione dell'utilità clinica con test di laboratorio; Il successo clinico è dipendente dal materiale o dalla tecnica?
n° 2 - maggio 2000. Anno XIX
Editoriale Forza Amici... e coraggio! Articoli Frenulo labiale superiore e diastema interincisivo; Letteratura in tema di fotopolimerizzazione; A scuola per la vita; La nostra solidarietà.
n° 1 - marzo 2000. Anno XIX
Editoriale Il Duemila è già qui; Articoli Implantologia a carico immediato, soluzione provvisoria o permanente? Manifestazioni non patologiche delle guance e delle labbra; Vernici al fluoro per la prevenzione; Salviamo il Centro di Livorno; Dieci anni di volontariato.
n° 4 - dicembre 1999. Anno XVIII
Editoriale Le oscillazioni del pendolo; Articoli Letteratura in tema di prevenzione; La dimensione fisiologica di restauro; 29° Corso di Montecatini. Lo stato dell'arte in conservativa; La Comunità di San Vito.
