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Nessuno meglio di Augusto Biaggi, che ne fu il Padre, può raccontare la nascita e lo spirito
degli "Amici di Brugg".

"Amici di Brugg" vuol dire amici miei e per fare una cronistoria del come e del perché io ne abbia tanti, bisogna riandare nel tempo fino alla fine dell’ultima guerra mondiale. La Svizzera ha avuto la fortuna di non partecipare attivamente al grande conflitto e questa non belligeranza ha permesso a noi di continuare, seppure in modo saltuario, il nostro lavoro ed ha permesso anche che ci occupassimo di problemi scientifici odontoiatrici. Ad esempio, con la collaborazione di mia moglie, ho affrontato a fondo l’argomento delle protesi ammortizzate. Alla fine della guerra gli odontoiatri dei paesi belligeranti si sono trovati alle spalle un vuoto di sei anni, il che ha determinato in loro una gran sete di sapere e di conoscere ciò che di nuovo era stato attuato nel loro campo professionale. Favorito dalla conoscenza della lingua, ho potuto essere il primo a riprendere i contatti culturali in odontoiatria coll’Italia e le conferenze tenute nel 1946-47 fecero sì che le mie teorie fossero ben presto conosciute da voi. Dopo di ciò alcuni medici dentisti italiani sentirono il bisogno di venire a trovarmi per parlare e discutere con me sui più vari problemi protesici. Questi contatti mi convinsero che, a causa della guerra, in Italia la maggior parte degli odontoiatri non era preparata nelle pratiche della conservativa.

Da questa considerazione all’inizio dei corsi di conservativa e protesi il passo fu molto breve. Li iniziai senza sapere se le mie doti di maestro e le mie conoscenze della materia fossero sufficienti per arrivare ad un risultato tangibile, ma l’entusiasmo degli allievi, l’amicizia che vieppiù mi univa ad essi, i nuovi allievi che i vecchi mi indirizzavano, mi spinsero a continuare sulla strada dell’insegnamento. Con l’aiuto dei miei tecnici, Hans Steimer e Anton Egloff, organizzai dei corsi per odontotecnici, cercando di creare quell’atmosfera di comprensione tra medici ed odontotecnici che è un pò la prerogativa degli amici di Brugg.

Il numero degli allievi, però aumentava a vista d’occhio, ed il mio lavoro diveniva affannoso; così mi decisi a chiedere aiuto all’amico Castagnola che avevo conosciuto ed avuto come mio assistente alla fine della guerra. Gigi fu subito d’accordo nell’aiutarmi ed in tutti i modi cercò di rendermi meno gravosi i corsi; nel contempo si adoperò a renderli più efficaci, più organizzati, migliorandoli anche dal punto di vista dottrinario e scientifico. Al "praticone" Biaggi veniva così ad aggiungersi lo "scientifico" Castagnola e da quel giorno i Corsi di Brugg divennero i corsi del binomio Biaggi-Castagnola.

Di bocca in bocca passava la voce che a Brugg si tenevano Corsi settimanali di odontoiatria e la lista degli iscritti aumentava a dismisura tanto che, ad un dato momento, mi trovai sopraffatto da una tale mole di lavoro e di allievi che decisi di chiudere la lista degli iscritti e di abbandonare l’idea dei Corsi.

È in quel momento che ho capito che tutti quegli allievi non erano soltanto odontoiatri ed odontotecnici che avevano frequentato un corso ed erano rientrati alle loro case più o meno migliorati nel loro bagaglio tecnico-scientifico, ma che questi medici ed odontotecnici erano diventai amici miei. Essi mi volevano bene come si vuol bene ad un amico, desideravano rivedermi, riparlarmi, discutere con me, domandarmi consiglio, sentire ancora la voce del maestro.

Per me, "Amici di Brugg" vuol dire amici di Biaggi e Castagnola, ma vuol dire anche reciprocità di amicizie di un gruppo di medici e di tecnici che si stimano a vicenda e che sono pronti ad intervenire in aiuto uno dell’altro con lo stesso entusiasmo con cui noi abbiamo cercato di migliorare le conoscenze tecniche degli allievi ed amici nostri."
(Dal Bollettino degli Amici di Brugg, numero 2, 1966)

 

Venuti a mancare i corsi di Brugg, fu Elia Giorgetti di Grosseto che ebbe la meravigliosa idea di organizzare a Milano, con l’aiuto di Gigi Denari, che egli definì "amico che aveva il sorriso e il volto dell’Amicizia", una riunione degli allievi di Biaggi e Castagnola chiamandoli "Amici di Brugg".
Era il 15 Maggio ’8. Aderirono quasi tutti: una settantina.

Da allora si decise di ritrovarci con i nostri Maestri, che ci avrebbero aggiornati sullo status dell’odontoiatria, ogni anno in una diversa città nella quale ci fosse un amico organizzatore. Ogni volta i partecipanti crescevano di numero anche perché a lato del congresso per i dentisti vi era quello per gli Odontotecnici e, più tardi, per le Assistenti dentali. Anche la Mostra commerciale si ampliava sempre più.
Memorabili furono i due Congressi di Saint Vincent e di Stresa, i tre di Venezia e poi tutti quelli di Rimini che divenne, dal 1980, sede stabile per le sue possibilità logistiche adatte a ricevere, senza disperdere, una così gran massa di partecipanti ed espositori. Lode va fatta per l’instancabile attività organizzativa, per tanti anni, al Dr. Mario Merli.

Quando un tragico incidente tolse la vita al figlio Niki, Biaggi lasciò lo studio di Brugg agli altri due figli e si ritirò a vivere a San Fedele d’Intelvi. Per rimarginare la ferita decise di collaborare ai corsi che il Dottor ù già teneva a Saluzzo nel suo attrezzato studio.
Centinaia di dentisti si formarono a quella scuola, riportando a casa, oltre al sapere, il "fuoco sacro" come Egli definiva l’entusiasmo per l’odontoiatria che con il suo grande carisma sapeva instillare.
Purtroppo il Professor Castagnola non poté seguirlo nei corsi in Italia avendo la pratica privata e l’impegno universitario a Zurigo. Prima aiuto del Professor Hess e poi, frequentando il grande Gysi e tutta l’élite svizzera e mondiale, poté approfondire i suoi studi di conservativa ed endodonzia.
Gran parte del materiale didattico suo e di quei "grandi" fanno oggi parte della Fondazione Castagnola a Pistoia. Egli diresse per molti anni con la collaborazione del dottor Riccardo Garberoglio la rivista di Odontoiatria degli Amici di Brugg. Per anni, Presidente Onorario degli Amici di Brugg, si è occupato, oltre che della Rivista, dell’impegno umanitario dell’associazione.

La frenetica attività di Biaggi non si limitava ai soli corsi. Stimolando "porta a porta" i suoi più affezionati allievi diede vita alla Collana dei libri degli Amici di Brugg, improntata allo stile della sua didattica: semplice, chiara e soprattutto pratica. I successi editoriali dimostrarono che ancora una volta aveva visto giusto. La grande carica umanitaria era un’altra dote del Padre degli Amici di Brugg. Quando il terremoto sconvolse il Friuli, organizzò con l’aiuto del dottor Daniele Mareschi, a Moggio Udinese un ambulatorio odontoiatrico nel quale, a turni settimanali gli Amici di Brugg volontari prestavano servizio a coppie. "In due si lavora di più e meglio, ci si stanca meno e nascono nuove amicizie" diceva la filosofia di Biaggi; e amicizie profonde nacquero e durarono anche tra dentisti e terremotati.

La sua frenesia di fare forse era presagio della prossima fine. Un diabete trascurato ed alterazioni vascolari lo vinsero nell’ottobre del 1977. Sembrava che tutto il "Castello" dovesse crollare.
Invece tutto continuò sotto la presidenza del professor Castagnola al quale successe, dopo alcuni anni, il dottor Carlo De Chiesa. Grande fu l’apporto dato ai corsi di Saluzzo dagli "Americani" A. Lauritzen, R.J. Petralis, P.K. Thomas, R.V. Tucker ed altri.

Oggi l’ "Associazione Amici di Brugg" stampa la Rivista ed i Quaderni di aggiornamento, possiede una banca dati sulla letteratura odontoiatrica italiana e collabora con la banca dati sull’endodonzia mondiale della Fondazione Castagnola. Organizza inoltre manifestazioni culturali in varie regioni italiane per dentisti, odontotecnici e personale ausiliario. Il Congresso annuale di Rimini, giunto alla sua quarantesima edizione, è la più autorevole manifestazione culturale italiana nel campo odontoiatrico e la sua mostra merceologica, organizzata dall’UNIDI, è seconda, per importanza, solo all’Expodental di Milano.

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