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Restauri cementati adesivamente |
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Margine cervicale profondo: |
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Approccio Chirurgico-Restaurativo combinato in due sedute |
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Dr. Marco Veneziani
Socio attivo A.I.C. |
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Abstract
L'autore propone un approccio combinato chirurgico-ricostruttivo per il restauro conservativo di elementi con cavità di ampie dimensioni con copertura cuspidale in cui trovano indicazione i restauri ad intarsio cementati adesivamente. In particolare si fà riferimento ai casi in cui la lesione cariosa a livello cervicale interprossimale è profondamente inserita nel contesto dei tessuti molli e quindi il recupero dell'elemento presuppone come primo intervento il ripristino di una corretta ampiezza biologica. L'aspetto che si vuole evidenziare è che la chirurgia (allungamento di corona clinica) viene eseguita contestualmente al Build-up, preparazione per intarsio ed impronta, nella medesima seduta, e quindi cementazione adesiva dell'intarsio in una seconda seduta a distanza di 1 sola settimana. Questo consente di concludere il caso in tempi molto brevi eliminando i problemi relativi a lunghe fasi intermedie con restauri provvisori, sigillando la cavità con un restauro definitivo ben rifinito e lucidato che consente anche una rapida e favorevole guarigione dei tessuti molli marginali. |
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I seduta |
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Caso iniziale: il 26 con precedenti restauri in amalgama d'argento che presentano evidenti segni di infiltrazione cariosa marginale conseguente anche a frattura dell'otturazione a livello box distale. |
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La Bite-Wing evidenzia chiaramente la presenza di recidiva cariosa. La lesione è molto prossima alla polpa e coinvolge profondamente il gradino cervicale distale. |
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Posizionamento della diga di gomma per la rimozione "sicura" del restauro in amalgama. |
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Una volta rimossa la vecchia otturazione ed eseguita una prima detersione della carie la diga non sigilla più a livello del gradino cervicale distale: evidente segno clinico che, associato alla immagine radiografica, induce a procedere con il restauro solo dopo un recupero dell'ampiezza biologica dell'elemento stesso. |
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Si esegue l'intervento di allungamento della corona clinica con esecuzione di un lembo doppio misto vestibolare e assottigliato palatino. Si procede quindi con osteotomia e osteoplastica con esecuzione di una "rampa" palatina distale e festonatura positiva delle cresta ossea. |
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Si ottiene una ampiezza di circa 3 mm dal margine conservativo distale, accuratamente pulito dalla carie, alla cresta ossea. |
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Sutura a materassaio verticale ancorata al periostio con posizionamento crestale dei lembi. |
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Posizionamento post-operatorio immediato della diga di gomma. Il gradino cervicale pulito dalla carie è ora ben isolato. |
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Si procede con la preparazione cavitaria facendo una valutazione degli spessori delle pareti residue. |
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Preparazione cavitaria definitiva con accurata detersione della carie e taglio delle cuspidi non adeguatamente sostenute. |
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Posizionamento della matrice e dei cunei che devono garantire una corretta chiusura marginale cervicale. |
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Esecuzione del build-up stratificato in composito da ricostruzione con "anticipazione" dell'anatomia: questo consente di ottenere uno spessore uniforme del successivo intarsio. |
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Preparazione definitiva per onlay a copertura cuspidale eseguita con frese tronco-coniche a grana media e fine. Il disegno di cavità deve essere uniforme, le pareti divergenti di circa 6°-10° lisce e ben definite, gli angoli interni arrotondati e finitura dello smalto a margini netti. |
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A questo punto si rimuove la diga e, sfruttando la vasocostrizione indotta dall'anestetico, si rileva l'impronta post-operatoria con un silicone di precisione e l'ausilio di un Check-Bite tray con tecnica monofase heavy body / light-body. |
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II seduta |
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In laboratorio viene sviluppata l'impronta, realizzati 2 modelli in gesso (1 con monconi sfilabili e 1 intero) e quindi realizzato l'onlay in composito cercando di ricreare la morfologia naturale dell'elemento. In studio si verificano adattamento e punti di contatto sul modello.
Odontotecnico Andrea Pozzi del laboratorio Pozzi Franco & C. di Parma. |
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Dopo una settimana si rimuovono le suture e si procede alla prova dell'intarsio che viene eseguita prima del posizionamento della diga per valutare in modo più preciso i punti di contatto prossimali e quindi la passività e l'adattamento marginale del manufatto stesso oltre che la morfologia ed il colore. |
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La procedura di cementazione adesiva presuppone innanzi tutto il condizionamento dell'intarsio: si esegue una sabbiatura della superficie interna con minisabbiatrice e polvere di biossido di Al 50 micron oppure una silicatizzazione con Coe-Jet sand 30 micron (3M-ESPE)... |
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... quindi si applica un Silano monocomponente soffiato ed eventualmente riscaldato e successivamente il Bonding che non deve essere polimerizzato!!! |
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Il condizionamento del dente prevede l'isolamento con diga, l'accurata detersione della cavità con pasta pomice e spray di bicarbonato, la mordenzatura totale della superficie cavitaria con acido ortofosforico al 37% per 30 sec e risciacquo abbondante... |
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... e quindi applicazione di Primer applicato in doppio strato e soffiato (per ibridizzare isole di dentina eventualmente esposte) e successiva applicazione di Bonding che non deve essere polimerizzato. |
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Il cemento adesivo utilizzato è il composito da restauro fotopolimerizzante caricato in puntali trasparenti e riscaldato in apposito fornetto a 45° per renderlo più scorrevole. Il composito viene portato in cavità con una Centrix in discreta quantità ... |
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... e quindi si inizia la procedura di posizionamento dell'intarsio con una pressione media e progressiva ... |
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... con rimozione degli eccessi di composito che fuoriescono abbondanti in questa fase di alloggiamento ... |
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... quindi si completa l'inserzione assistita con una punta in gomma montata su manipolo ad ultrasuoni ... |
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... mantenendo in sede il manufatto si eliminano gli eccessi interprossimali con un dento-tape che viene inserito aderente al dente e rimosso aderendo all'elemento adiacente. |
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Infine si fissa l'intarsio, si ricoprono i margini con gel di glicerina e si polimerizza per almeno 2 min per lato per un totale di 6 minuti, preferibilmente con due lampade. |
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Aspetto del restauro dopo cementazione adesiva, rifinitura e lucidatura dei margini. |
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Contollo a 3 settimane: Il restauro mostra un adeguato adattamento marginale, una buona integrazione morfologica, funzionale ed estetica. Inoltre è evidente la positiva risposta dei tessuti molli marginali che presentano una rapida guarigione a soli 20 giorni dalla chirurgia: è questo uno degli aspetti piu interessanti della metodica proposta!!! |
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Il controllo radiografico a fine procedura, molto importante al fine di valutare l'adattamento marginale cervicale e l'eventuale presenza di eccessi di cemento composito non rimossi in questa sede. |
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Il caso iniziale. |
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Il caso finale a sole 3 settimane dalla prima seduta contestuale alla chirurgia resettiva. |
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