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Archivio storico degli Amici di Brugg | Aggiornamento marzo - aprile 2003

Quad-Tray della Clinician’s Choice
Tecnica di rilevamento dell’impronta con i Quad-Tray
Per gentile concessione del Dr. Alan Boghosian DDS
  Il Dr. Boghosian è Professore alla Northwestern University Dental School dove lavora come Direttore della ricerca Clinica nella divisione dei Biomateriali.
 
Libero professionista nel suo studio di Chicago, occupandosi principalemente di restorative dentistry. Autore di numerose pubblicazioni, ha tenuto conferenze in vari paesi del mondo sotto l’egida della International Association of Dental Research ed è Fellow dell’American College of Dentists e dell ’Academy of Dental Materials.
  Indicazioni
I Quad-Tray, che sfruttano il principio del rilevamento dell’impronta simultanea delle due arcate in posizione di chiusura, sono ideali per il rilevamento di preparazioni di un singolo dente. Una occlusione corretta associata alla presenza di una dentatura completa sulle due arcate aumentano la percentuale di successo.
 
Scelta del materiale
Un materiale di consistenza rigida (Valori di distorsione in compressione inferiori al 3%) è cruciale per evitare distorsioni durante la preparazione del modello. Il materiale deve avere anche una certa consistenza in modo da poter essere posto in quantità sufficiente sul portaimpronta senza colare. Se si desidera impiegare un solo materiale di sufficiente rigidità, esso verrà anche impiegato nella siringa che lo porterà sulla preparazione. Se si impiegano due materiali di viscosità diverse, il più fluido verrà usato nella siringa per registrare i più fini dettagli, come quelli intrasulculari, della preparazione, mentre quello a maggior consistenza verr à posto esclusivamente nel portaimpronta.
  Procedura di rilevamento dell’impronta
1. Informare il paziente relativamente alla procedura e ripetete con lui i vari passaggi modo da accertarvi che li abbia compresi appieno. Inserire per provarlo il portaimpronte vuoto in bocca al paziente, e chiedergli di chiudere piano e completamente la bocca (fig 2, 3) Verificare che il paziente sia in massima intercuspidazione. Ricordare al paziente che è importante che non muova lingua e denti, non deglutisca o apra la bocca prima di nuove istruzioni. Per garantire la riuscita della tecnica è necessaria la piena collaborazione del paziente.
 
2. Mettere una piccola quantità di adesivo sul metallo del porta-impronte e attendere che asciughi per circa un minuto(fig 4).
3. Eseguire tutte le procedure di trattamento dei tessuti marginali necessarie al fine di ottenere una corretta emostasi (fig 5, 6, 7). E’ fondamentale prendere l’impronta in un campo asciutto e non contaminato da sangue o saliva.
 
4. Rimuovere i fili di retrazione, sciacquare ed asciugare il campo (fig 8).
5. Estrudere il materiale da impronta prima sulla parte del porta-impronta rivolta verso l’antagonista (fig 9, 10). Poi applicare una maggiore quantità di materiale sulla parte del porta-impronta corrispondente al dente preparato (fig 11, 12). Simultaneamente, o immediatamente dopo aver caricato il porta-impronte, portare altro materiale con una siringa attorno alla preparazione, per allungare i tempi di lavorazione e ridurre gli sprechi. La punta della siringa non deve essere sollevata dalla zona marginale della preparazione prima che tutto il perimetro della preparazione stessa non sia ricoperto (fig 13, 14).
6. Inserire il portaimpronte in bocca e far chiudere il paziente come durante le prove (fig 15), controllando che abbia chiuso in massima intercuspidazione senza scivolamenti laterali (fig 16). Ricordare al paziente di non esercitare una pressione eccessiva e di non fare movimenti fino al completo indurimento del materiale. Assistere adeguatamente con l’aspiratore un eventuale accumulo di saliva.
  7. Dopo il completo indurimento del materiale, tenendo ferma la massa di materiale nella zona della preparazione, fate aprire la bocca al paziente (fig 17), facendo sì che portaimpronte e materiale da impronta rimangano bloccati in corrispondenza dell’arcata con l’elemento preparato. Questo per evitare possibili distorsioni del materiale. Aspirare un eventuale residuo eccesso di saliva (fig 18). Rimuovere delicatamente il portaimpronte dalla bocca del paziente, sciacquare, asciugare accuratamente e controllare di aver rilevato anche i dettagli più fini (figg 19, 20). Disinfettare l’impronta con gli appositi liquidi per il tempo necessario
  Conclusioni
Questa metodica, grazie a numerosi fattori, tra cui una registrazione accurata dell’occlusione e l’impiego dello stesso gesso per le due arcate, spesso permette di ottenere dei restauri che non danno nessun tipo di rialzo occlusale e punti di contatto ottimali.
  Bisogna comunque sottolineare che questa tecnica è indicata solo per il rilevamento dell’impronta di uno o due denti preparati adiacenti, ma è assolutamente sconsigliata per il rilevamento di impronte di ponti, di impianti o di preparazioni coronali multiple, casi in cui una tecnica classica con l’impiego di portaimpronte tradizionali o individuali si rivela pi ù indicata
  Immagini e testo courtesy of Alan Boghosian DDS dal sito www.clinicianschoice.com.

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