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Quad-Tray della Clinician’s Choice
Tecnica di rilevamento dell’impronta con i Quad-Tray
Per gentile concessione del Dr. Alan Boghosian DDS |
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Il
Dr. Boghosian è Professore alla Northwestern University Dental
School dove lavora come Direttore della ricerca Clinica nella divisione
dei Biomateriali.
Libero professionista nel suo studio di Chicago, occupandosi
principalemente di restorative dentistry. Autore di numerose pubblicazioni,
ha tenuto conferenze in vari paesi del mondo sotto l’egida della
International Association of Dental Research ed è Fellow dell’American
College of Dentists e dell ’Academy of Dental Materials. |
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Indicazioni
I Quad-Tray, che sfruttano il principio del rilevamento
dell’impronta simultanea delle due arcate in posizione di chiusura,
sono ideali per il rilevamento di preparazioni di un singolo dente.
Una occlusione corretta associata alla presenza di una dentatura
completa sulle due arcate aumentano la percentuale di successo.
Scelta del materiale
Un materiale di consistenza rigida (Valori di distorsione
in compressione inferiori al 3%) è cruciale per evitare distorsioni
durante la preparazione del modello. Il materiale deve avere anche una
certa consistenza in modo da poter essere posto in quantità sufficiente
sul portaimpronta senza colare. Se si desidera impiegare un solo materiale
di sufficiente rigidità, esso verrà anche impiegato nella
siringa che lo porterà sulla preparazione. Se si impiegano due
materiali di viscosità diverse, il più fluido verrà usato
nella siringa per registrare i più fini dettagli, come quelli
intrasulculari, della preparazione, mentre quello a maggior consistenza
verr à posto esclusivamente nel portaimpronta. |
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Procedura
di rilevamento dell’impronta |
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1. Informare
il paziente relativamente alla procedura e ripetete
con lui i vari passaggi modo da accertarvi che li abbia compresi appieno.
Inserire
per provarlo il portaimpronte vuoto in bocca al paziente,
e chiedergli di chiudere piano e completamente la bocca (fig 2, 3)
Verificare che
il paziente sia in massima intercuspidazione. Ricordare
al paziente che è importante che non muova lingua e denti, non
deglutisca o apra la bocca prima di nuove istruzioni. Per garantire
la riuscita
della tecnica è necessaria la piena collaborazione del paziente.
2. Mettere una piccola quantità di adesivo sul metallo del porta-impronte
e attendere che asciughi per circa un minuto(fig 4). |
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3. Eseguire
tutte le procedure di trattamento dei tessuti marginali necessarie
al fine di ottenere una corretta emostasi (fig 5, 6, 7). E’ fondamentale
prendere l’impronta in un campo asciutto e non contaminato da
sangue o saliva.
4. Rimuovere i fili di retrazione, sciacquare ed asciugare il campo (fig 8). |
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5.
Estrudere il materiale da impronta prima sulla parte
del porta-impronta rivolta verso l’antagonista (fig 9, 10). Poi
applicare una maggiore quantità di materiale sulla parte del
porta-impronta corrispondente al dente preparato (fig 11, 12). Simultaneamente,
o immediatamente
dopo aver caricato il porta-impronte, portare altro
materiale con una siringa attorno alla preparazione, per allungare
i tempi di lavorazione
e ridurre gli sprechi. La punta della siringa non
deve essere sollevata dalla zona marginale della preparazione prima
che tutto il perimetro
della preparazione stessa non sia ricoperto (fig 13,
14). |
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6. Inserire
il portaimpronte in bocca e far chiudere il paziente
come durante le prove (fig 15), controllando che abbia chiuso in massima
intercuspidazione
senza scivolamenti laterali (fig 16). Ricordare al
paziente di non esercitare una pressione eccessiva e di non fare movimenti
fino al
completo indurimento del materiale. Assistere adeguatamente
con l’aspiratore
un eventuale accumulo di saliva. |
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7. Dopo
il completo indurimento del materiale, tenendo ferma
la massa di materiale nella zona della preparazione, fate aprire la
bocca al paziente (fig
17), facendo sì che portaimpronte e materiale da impronta rimangano
bloccati in corrispondenza dell’arcata con l’elemento preparato.
Questo per evitare possibili distorsioni del materiale.
Aspirare un eventuale residuo eccesso di saliva (fig 18). Rimuovere
delicatamente
il portaimpronte dalla bocca del paziente, sciacquare,
asciugare accuratamente e controllare di aver rilevato anche i dettagli
più fini (figg
19, 20). Disinfettare l’impronta con gli appositi liquidi per
il tempo necessario |
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Conclusioni
Questa metodica, grazie a numerosi fattori, tra cui
una registrazione accurata dell’occlusione e l’impiego
dello stesso gesso per le due arcate, spesso permette di ottenere
dei restauri che non danno nessun tipo di rialzo occlusale e punti
di contatto ottimali.
Bisogna comunque sottolineare che questa tecnica è indicata solo
per il rilevamento dell’impronta di uno o due denti preparati adiacenti,
ma è assolutamente sconsigliata per il rilevamento di impronte
di ponti, di impianti o di preparazioni coronali multiple, casi in cui
una tecnica classica con l’impiego di portaimpronte tradizionali
o individuali si rivela pi ù indicata |
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