Archivio storico degli Amici di Brugg | Aggiornamento novembre - dicembre 2002
| Il ruolo dell'adattamento marginale e del contorno del restauro provvisorio nel mantenimento dei rapporti dento-parodontali | ||||||||
| Tratto da Quaderni di Aggiornamento Odontostomatologico
n° 19 distribuito allo scorso Congresso di Rimini, dal titolo "i provvisori" Samuele Valerio e Oliviero Turillazzi |
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| Introduzione Nella moderna odontoiatria ricostruttiva, il restauro provvisorio è molto più che un intervento protesico temporaneo, deputato da un lato a proteggere i pilastri e dall’altro a garantire un sufficiente comfort al paziente, in quanto ha assunto un importante ruolo di verifica sia funzionale che estetico. Le attuali esigenze protesiche richiedono oggi non solo le indispensabili qualità cliniche, ma altresì un risultato significativo dal punto di vista dell’integrazione estetica del restauro stesso. Il protocollo operativo richiede quindi l’integrazione delle preparazioni protesiche in strutture parodontali rigorosamente mantenute rigenerate nella loro morfologia ed architettura. La salute e la stabilita dei tessuti parodontali sono quindi elementi essenziali per il raggiungimento di un risultato estetico che diverrà prevedibile quando in ogni Fase operativa, compresa quella del restauro provvisorio, verrà posta grande attenzione a non interferire con queste due caratteristiche. E’ pertanto essenziale operare sempre con grande rispetto dell’ampiezza biologica ed adoperarsi affinché possa essere mantenuta la salute dell’apparato d’attacco evitando l’instaurarsi di stimoli irritativi. Il trauma meccanico o quello biologico conseguente all’accumulo di placca può variare il rapporto dento-parodontale, compromettendo anche il risultato estetico che può prevedere nella zona cervicale un eventuale mascheramento di margini metallici, di importanti discromie radicolari o una variazione dell’emergenza. Le caratteristiche che dobbiamo ricercare nel tenore marginale dei provvisori, sono le medesime individuate per i restauri definitivi, vale a dire: - Precisione marginale - Correttezza del contorno - Buona qualità di superficie. Queste caratteristiche, essenziali per evitare l’accumulo di placca, sono difficilmente ottenibili nei restauri provvisori in resina, in quanto i materiali e le tecniche tradizionali non ci aiutano a gestire correttamente la morfologia, la rifinitura e la lucidatura del terzo cervicale. |
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| Problematiche legate alle metodiche convenzionali per la ribasatura dei provvisori Le metodiche di ribasatura convenzionali presentano difficoltà operative legate alle proprietà meccanico-fisiche dei materiali utilizzati e tendono a crescere con il numero degli elementi protesizzati, specie se solidarizzati fra di loro. Nell’ambito dei criteri qualitativi, la scelta delle metodiche utilizzabili riflette i moduli organizzativi di ciascun professionista, richiedendo comunque sempre grande attenzione, perizia e notevole quantità di tempo. In riferimento alle caratteristiche del terzo cervicale (andamento marginale, contorno e qualità di superficie), utilizzando la tecnica di ribasatura diretta in bocca sia con resina a freddo che con resine fotosensibili, si incontrano vari problemi che spesso vanificano i nostri sforzi. |
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| Proposta di una soluzione finalizzata
alla risoluzione dei problemi Se tutti i presupposti clinici sono stati rispettati, il protocollo operativo attuale propone la preparazione definitiva, il condizionamento dei tessuti ed il rilievo dell’impronta nella medesima seduta per minimizzare i possibili traumi ed ottimizzare il controllo delle variabili. In particolare i monconi per corone totali che richiedono bordi intracrevicolari vengono in una prima fase (o erano già stati precedentemente) preparati a livello iuxtagengivale; a questo punto viene introdotta nel solco gengivale una fibra per retrazione, generalmente tre zeri, e si osserva quanto riposizionamento apicale del margine gengivale abbiamo ottenuto.Siamo quindi in grado di posizionare i bordi in una posizione prevedibile nei riguardi dei tessuti mucogengivali minimizzando il trauma meccanico sugli stessi. |
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| Metodica operativa | ||||||||
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