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Archivio storico degli Amici di Brugg | Aggiornamento marzo - aprile 2001

Integrazione tra parodontologia ed ortodonzia
Un caso complesso con trattamento ortodontico-parodontale seguito per 25 anni
Dr. Giuseppe Cozzani, La Spezia
Il messaggio di uno scrupoloso controllo di placca, non riveste particolari settori di appartenenza, ma è la premessa indispensabile per ogni procedura odontoiatrica e, certamente, anche ortodontica, quale garanzia di buoni risultati a distanza.
 
Nella relazione tra trattamento parodontale e ortodontico, molte volte, ci si può trovare nelle condizioni di dover operare la scelta su quale affrontare per prima. La risposta, anche in questo caso, è individuale, e deve tener conto non solo delle condizioni cliniche del paziente, ma anche del modo di affrontare il problema da parte dell’ortodontista e da parte del parodontologo e dal tipo di collaborazione che si è instaurata tra i due professionisti.
 
Un aspetto, però, è certo: l’ortodontista dovrebbe:
- attuare i trattamenti senza compromettere le strutture di supporto
- mettere in atto tutti i mezzi per migliorare una situazione parodontale compromessa.
 
E’ quanto cerchiamo di evidenziare, nelle pagine seguenti, soprattutto in Carla, dove stretta risulta l’alternanza di interventi mirati, tra parodontologo ed ortodontista.
 
Diagnosi
Carla 20 anni
Canini superiori ritenuti, perdita dei sesti inferiori,lieve contrazione trasversale dell’arcata superiore in modesta II Classe.
Inizio di danni disfunzionali.

Successione dei percorsi:
• I. 1975 Primo trattamento ortodontico.
• II. 1991 Bocca trascurata per molto tempo, con enorme danno parodontale (tasche fino a 10 mm). Prima procedura: controllo dell’infezione parodontale.
• III. 1991 Secondo trattamento ortodontico.
• IV. 1993-1997 Protesi e terapia parodontale di mantenimento, con notevole riduzione della profondita delle tasche (confronto delle condizioni tra 1991 e 1993).
• V. 1998 Finalizzazione della terapia parodontale.
1975: Primo trattamento ortodontico
Percorso
Inserire i canini in arcata, predisporre i quinti ed i settimi inferiori a ricevere la protesi, migliorare i rapporti di Classe.
Inizio 1975
Un passaggio di terapia
Il movimento verso il vestibolo dei canini superiori determinava una contrazione bilaterale dell’arcata superiore, sebbene si fossero utilizzati anche due fili rettangolari (.021 x .025) predisposti ad espandere. Si è passati ad utilizzare un ancoraggio reciproco, con un filo rettangolare ad anse (molla che in futuro verrà definita “zig-zag loop”).
Fine 1979
Premessa indispensabile: controllo dell’infezione parodontale con procedure molto scrupolose
1991: Bocca trascurata per molto tempo, con enorme danno parodontale.
Controllo dell’infezione parodontale.
Diagnosi
Sventagliamento dei denti anteriori, anche da precontatti posteriori, con grave compromissione estetica.
Estrema preoccupazione, da parte della paziente, di perdere i denti, soprattutto i frontali superiori, che ha determinato una notevole motivazione.
Parodontite avanzata; tasche fino a 10 millimetri.
Ipermobilità degli elementi dentali.
Fremito in occlusione.
Lo sventagliamento dei frontali superiori è attribuibile, almeno in parte, alla grave compromissione del supporto parodontale, associata al mancato rimpiazzo dei sesti inferiori mancanti.

Percorso
Prima di applicare attacchi e bande, la terapia è stata, inizialmente, rivolta al controllo dell’infezione parodontale, ottenuta sulla base della collaborazione della paziente, con una fase di igiene orale e levigatura radicolare a cielo coperto. Si è poi proceduto al controllo dell’infezione residua, con l’applicazione di un sistema a rilascio controllato di antibiotici in sede subgengivale (fibre di tetraciclina).
 
1991: 12 anni dopo - Situazioni critiche
   
 
   
   
   
 
   
1991: Secondo trattamento ortodontico
In assenza di sanguinamento al sondaggio, è stato iniziato, e solo a questo punto, il secondo trattamento ortodontico, durante il quale la paziente è rimasta in terapia di mantenimento parodontale con irrigazioni subgengivali di clorexidina a frequenza bisettimanale.
 
Al termine del trattamento ortodontico, sono state confezionate le protesi inferiori con margine supragengivale.
1991: inizio ritrattamento sebbene
vi fossero tasche di 10 mm
1993: Protesi eseguite
1993-1997: Protesi e terapia parodontale di mantenimento, con notevole riduzione
della profondità delle tasche (confronto delle condizioni tra 1991 e 1993).
1991 - 1993
- Tasche ridotte fino alla metà della profondità iniziale
- Stabilità dei livelli ossei
 
Quindi l’ortodonzia, abbinata all’attento controllo della placca batterica e dell’infezione parodontale, non ha determinato danni parodontali, nonostante i sensibili spostamenti dentali.
 
1993 - 1997
- Contenzione ortodontica
- Finalizzazione protesica
- Mantenimento parodontale
 
La durata della terapia di mantenimento è da porre in relazione all’uso di antidepressivi, che rappresentano una controindicazione alla terapia chirurgica (impossibilità di uso degli anestetici). Questo periodo prolungato di manteni mento è stato caratterizzato da fasi alternanti di collaborazione assoluta, a momenti caratterizzati da scarsa igiene.
Inizio 1991
 
   
Fine 1993
Contenzione ortodontica.
Finalizzazione protesica
 
   
1997
   
Status parodontale del 1997
 
 
V. Passaggio
1998
Finalizzazione della terapia parodontale
Dopo 5 anni di stabilità parodontale e occlusale , finalizzazione della terapia parodontale, mediante tecniche resettive e rigenerative nelle zone della bocca con profondità di sondaggio > 4 mm.
 
Questo caso risulta particolarmente interessante per la gravità delle condizioni iniziali, per l’integrazione delle procedure tra ortodontista e parodontologo e per il risultato finale raggiunto.
   

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