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Archivio storico degli Amici di Brugg | Aggiornamento gennaio - febbraio 2001

La malattia da amalgama: realtà o immaginazione?
L. Breschi, J. Osborne
Dental Cadmos, 17/2000 Pgg. 69-79
 
L'impiego dell'amalgama d'argento in odontoiatria ha ormai compiuto 100 anni, ma, nonostante la non più tenera età, continua ancora a sollevare polemiche.
Gli AA hanno condotto una revisione critica della letteratura, in modo da permettere agli odontoiatri un approccio scientifico, corretto e aggiornato dell'argomento.
 
Il problema della tossicità dell'amalgama
 
Dalla pubblicazione dell'articolo di Gay e Coll sul Lancet del 1979, che dimostrava un rilascio continuo di mercurio dalle otturazioni in amalgama presenti nel cavo orale, la polemica si è sempre più intensificata e ha coinvolto un sempre maggior numero di persone, fino a culminare negli anni scorsi con alcune trasmissioni televisive interamente dedicate a questo argomento.
 
A questo punto il National Institute of Health americano, evidenziando come nessuno studio scientifico controllato fosse stato in grado di dimostrare una diretta correlazione tra sintomi, presenza di amalgami e valori ematici alterati, ha preso una netta posizione a difesa dell'amalgama.
 
In Europa, al contrario, alcuni paesi hanno assunto posizioni contrastanti, fino a sospenderne l'utilizzo; posizione questa dettata in realtà più da preoccupazioni di carattere ecologico (inquinamento ambientale da parte degli scarichi provenienti dagli studi odontoiatrici, dispersione nell'aria di mercurio in seguito alla cremazione dei cadaveri) che da una letteratura scientifica esplicitamente negativa al riguardo.
 
Rilascio di mercurio da parte dell'amalgama e relativo assorbimento
 
Nel 1985 uno studio di Vimy sulle pecore contribuì a rilanciare l'argomento, pubblicando valori di rilascio di mercurio molto elevati: in realtà quel lavoro sovrastimava di molte volte il reale valore, in quanto non teneva conto di importanti parametri tipici della particolare situazione del cavo orale.
 
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato nel 1991 che il rilascio e relativo assorbimento medio di mercurio dovuto alla presenza di amalgami era di circa 10 microgrammi/die.
 
Tutte queste misurazioni sono comunque di estrema complessità e molto variabili da paziente a paziente, e nell'ambito dello stesso paziente, molto diverse a seconda delle abitudini e dei momenti della giornata.
 
È da ricordare che la normale assunzione di mercurio dall'aria, dall'acqua e da una dieta non particolarmente ricca di pesce viene valutata intorno ai 10-20 microgrammi/die.
 
Uno studio di Kingman del 1998, eseguito su uno dei campioni più alti come numero (oltre 1100 persone), ha messo in luce come 10 superfici in amalgama incrementano il livello medio di mercurio nelle urine di circa 1 microgrammo/litro.
 
Se si considera che il limite superiore di escrezione urinaria fissato dall'OMS è di circa 30 microgrammi di mercurio per grammo di creatinina escreta, alcuni autori hanno calcolato che il numero di amalgami nello stesso paziente, necessari ad ottenere questi livelli, dovrebbe corrispondere a circa 450-530 superfici otturate.
 
Rilascio di mercurio durante la rimozione degli amalgami
 
Durante la rimozione degli amalgami viene effettivamente rilasciato molto mercurio, ma con le adeguate precauzioni (aspirazione ad alta velocità, mascherine protettive, diga di gomma) l'esposizione del paziente è davvero minima.
 
Al contrario, gli operatori sono esposti maggiormente, specie in caso di rimozioni multiple nell'arco della stessa giornata.
 
Diversi studi epidemiologici hanno comunque escluso la presenza di problemi correlati a questa esposizione, arrivando addirittura a stabilire che l'aspettativa di vita media de dentisti è superiore a quella di Colleghi di altre specialità senza esposizione professionale a vapori di mercurio. Questo argomento dovrebbe tranquillizzare la maggior parte dei pazienti.
 
L'unico vero rischio, anche se molto basso (solo 13 casi in letteratura dal 60 ad oggi) è rappresentato della reazione allergica al materiale in generale (quindi argento o meglio zinco, stagno e altri componenti della lega).
 
Malattia da amalgama: informazioni mediche e aspetti psicologici
 
Molti dei sintomi a cui spesso i pazienti fanno riferimento attribuendoli alla malattia da amalgama sono sovente vaghi ed associabili ad una grande varietà di condizioni patologiche, e questo può portare a delle diagnosi od autodiagnosi affrettate e pericolose: in molti casi questi pazienti continuano a peregrinare da professionista a professionista sino a trovare ascolto e comprensione ed una diagnosi che soddisfi le loro convinzioni.
 
A volte avviene che siano i media a focalizzare l'attenzione di alcuni malati sull'amalgama, spingendoli a convincersi che la loro eliminazione sarebbe in grado di risolvere tutti i loro problemi, in realtà di ben altra natura.
 
La intossicazione da mercurio ha delle caratteristiche ben precise: quella acuta, tosse, abbassamento della temperatura, debolezza, elevata salivazione, nausea e diarrea; quella cronica disfunzioni del SNC, irritabilità, insonnia, diminuzione della funzionalità renale, anoressia, tremori.
 
La valutazione avviene tramite il controllo dei livelli di mercurio nelle urine:
normale     10 microgrammi/litro
esposizione     100 microgrammi/litro
esposizione grave     300 microgrammi/litro 
Due lavori di Bratel e Coll del 1997 hanno studiato 100 pazienti svedesi, di cui 50 normali e 50 affetti da malattia da amalgama, rilevando scarse differenze tra i due gruppi per quanto riguarda il livello di mercurio, ma una grossa percentuale di disordini psichiatrici a carico del gruppo che lamentava la malattia da amalgama.
 
Analoghe conclusioni ha portato un altro studio di Herrstrom e Hogstedt su 218 pazienti ed un altro singolare studio di Bjorkman e colleghi su una popolazione di gemelli, per escludere variabili di tipo genetico.
 
Questi ed altri studi ancora, citati nell'articolo, mettono in luce come molti pazienti affetti da presunta malattia da amalgama presentino in realtà problemi psicologici quali ansia, depressione o difficoltà neurotiche.
 
Conclusioni e raccomandazioni
 
La sintomatologia tipica dell'intossicazione da mercurio presenta peculiarità e caratteristiche ben conosciute dalla medicina ed è ben diversa da quella lunga e variopinta lista di sintomi, spesso dai contorni confusi, della cosiddetta malattia da amalgama.
 
In molti casi, questi ultimi possono nascondere altre patologie di differente gravità, e l'odontoiatra che si trova di fronte a questi pazienti deve riuscire a mantenere un atteggiamento positivo, informato e riuscire a comprendere appieno i problemi che li affliggono.
 
Questo approccio può rivelarsi a volte molto più efficace e risolutivo della rimozione sistematica delle otturazioni, non sempre utile anche se in certi pazienti necessaria più da un punto di vista psicologico che reale.
 

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