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R. Di Lenarda, M. Cadenaro,
E. De Stefano Dorigo, JOPD sett-ott 2000 vol 225
n°5, pg 382-387
I compomeri sono essenzialmente compositi a matrice
resinosa dove il riempitivo è stato sostituito con un vetrosilicato
e vengono considerati da molti autori più simili ai compositi
che ai vetroionomeri tradizionali per l’assenza di una vera e
propria reazione acido-basica. Essi dovrebbero riunire i vantaggi dei
due prodotti precedenti, senza averne i rispettivi difetti.
Per ottimizzare il loro comportamento clinico,
i vari produttori forniscono un conditioner che combina le proprietà di
un sigillante e di un adesivo fotopolimerizzabile, mentre diverse ricerche
di laboratorio hanno dimostrato che la mordenzatura acida associata
all’uso di questi conditioners è in grado di dare risultati
migliori a distanza.
In questo studio clinico sono stati trattate dallo
stesso operatore 60 lesioni cervicali (24 carie cervicali e 36 abrasioni,
34 molari e 26 premolari, 32 nell’arcata inferiore e 28 nell’arcata
superiore) in 44 pazienti di età compresa tra 29 e 71 anni. Il
margine coronale di tutte le cavità era posizionato sullo smalto,
e il margine cervicale era sempre posto nel cemento radicolare. I denti
sono stati divisi a caso in due gruppi di 30, in modo da mantenere la
distribuzione dei gruppi di età il più uniforme possibile.
Il materiale impiegato era il Dyract e per il primo
gruppo si sono seguite strettamente le istruzioni del fabbricante, e
cioè:
•
Preparazione della cavità con la semplice rimozione del tessuto
cariato senza creare nessuna ritenzione aggiuntiva
•
Detersione della cavità e isolamento del campo con la diga di
gomma: nessun tipo di sottofondo o di isolante di cavità
•
Mordenzatura per 30” acida, lavaggio ed asciugatura solo per un
gruppo
•
Applicazione del primer-adesivo Dyract-PSA, distribuito
con un soffio d’aria e polimerizzato per 10”, dopo averlo
lasciato agire per 20”
•
Seconda applicazione del primer e polimerizzazione
immediata
•
Applicazione incrementale del materiale in strati
non superiori a due mm e polimerizzazione di ogni strato per 40”.
L’ultimo strato applicato era sempre lo strato in corrispondenza
della zona cervicale
•
Rifinitura e lucidatura immediata
I restauri vennero valutati appena terminati, ed
in seguito ad intervalli regolari ogni 6 mesi fino ai 4 anni. Ogni caso è stato
valutato indipendentemente dagli altri due autori usando gli Standard
USPHS.
In ambedue i gruppi, la ritenzione era alta senza
significative differenze statistiche tra i due gruppi e lo stesso vale
per la carie secondaria, sensibilità postoperatoria e abrasione.
Al contrario, la discolorazione marginale e la perdita di adattamento
marginale erano significativamente maggiori nel gruppo in cui non si
era mordenzato.
I risultati della ricerca permettono quindi agli
Autori di affermare che la mordenzatura acida della cavità, anche
se non consigliata espressamente dal fabbricante, è in grado
di migliorare la performance clinica nel tempo del materiale.
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